Elencazione dei criteri per l’inclusione delle polizze assicurative nel calcolo del TEG



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Collegio di Coordinamento ABF, decisione n. 16291 del 26.07.2018

di Lecci Michael 

 

 


Con la decisione in commento il Collegio di Coordinamento ABF effettua un excursus normativo-giurisprudenziale in merito all’inclusione del costo delle polizze assicurative nel calcolo del Teg, al fine della verifica del superamento del tasso soglia usura.

L’iter argomentativo del Collegio trae spunto dalla Cass. n. 8806/2017 ove si statuiva che ai fini della ricomprensione della spesa di assicurazione nell’ambito del Teg è necessario e sufficiente un collegamento funzionale con l’operazione di credito. Tale pronuncia richiamava le Istruzioni di Banca d’Italia emanate nel 2001 le quali includevano le “spese per le assicurazione o garanzie, imposta dal creditore, intese ad  assicurare al creditore il rimborso totale o parziale del credito”.

Evidenziano gli Arbitri che le Istruzioni di Banca d’Italia hanno subìto diverse e significative modifiche nel corso degli anni:

  • Istruzioni del 2001: Ai sensi della legge il calcolo del tasso deve tener conto delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate all’erogazione del credito. In particolare, sono inclusi: … 5) le spese per le assicurazioni o garanzie, imposte dal creditore, intese ad assicurare al creditore il rimborso totale o parziale del credito in caso di morte, invalidità, infermità, disoccupazione o altra cause di inadempienza del debitore.
  • Le Istruzioni del 2006 fanno riferimento “alle spese per le assicurazioni o garanzie, imposte dal creditore, intese ad assicurare al medesimo il rimborso totale o parziale del credito”, eliminando l’ultima parte relativa alla descrizione delle ragioni di inadempienza del debitore.
  • Istruzioni del 2009: “Il calcolo del tasso deve tener conto delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate all’erogazione del credito e sostenute dal cliente, di cui il soggetto finanziatore è a conoscenza, anche tenuto conto della normativa in materia di trasparenza. In particolare, sono inclusi: … 5) le spese per le assicurazioni o garanzie, imposte dal creditore, intese ad assicurare al creditore il rimborso totale o parziale del credito ovvero a tutelare altrimenti i diritti del creditore (ad es. polizze per furto e incendio sui beni concessi in leasing o in ipoteca), se la conclusione del contratto avente ad oggetto il servizio assicurativo è contestuale alla concessione del finanziamento ovvero obbligatoria per ottenere il credito o per ottenerlo alle condizioni contrattuali offerte, indipendentemente dal fatto che la polizza venga stipulata per in tramite del finanziatore o direttamente dal cliente.”

Sul punto la Cassazione a Sezioni Unite, con sentenza 16303/2018, ha affermato il carattere innovativo – e non meramente interpretativo – delle disposizioni di cui all’art. 2 bis D.L. 29 novembre 2008 n. 185 (convertito in Legge 28 gennaio 2009); in conseguenza di tale statuizione si è ritenuto che anche le Istruzioni attuative emanate dalla Banca d’Italia nell’agosto 2009, con decorrenza dal 1° gennaio 2010, abbiano natura innovativa e non interpretativa. Successivamente, sempre la Corte di Cassazione, Sez. III, sent. 5160/2018, riconosceva la natura innovativa delle Istruzioni della Banca d’Italia del 2009, affermando poi che le precedenti Istruzioni del 2006 e disposizioni transitorie contrastano con il principio di onnicomprensività previsto ex art. 644, comma 3, c.p.

Afferma poi il Collegio che assume significativo rilievo la difformità normativa delle Istruzioni della Banca d’Italia emanate nel 2006 rispetto a quelle del 2009, in vigore dal 1° gennaio 2010. Mentre queste ultime esigono l’inclusione nel calcolo del tasso anche delle spese per le assicurazioni collegate all’erogazione del redito intese ad assicurare al creditore il rimborso del credito ovvero a tutelare altrimenti i suoi diritti, che siano imposte dal creditore nelle ipotesi alternative che siano contestuali alla concessione del finanziamento ovvero obbligatorie per ottenere il credito alle condizioni offerte, le precedenti Istruzioni facevano riferimento esclusivamente alle spese per le assicurazioni o garanzie, imposte dal creditore, intese ad assicurare al medesimo il rimborso del credito. Ne consegue che, per i contratti stipulati antecedentemente al 1° gennaio 2010, ai fini della determinazione del tasso, occorre avere riguardo esclusivamente al costo delle polizze assicurative imposte dal creditore, le stesse, del resto, che sono state considerate nei decreti ministeriali di rilevazione dei TEGM, cioè dei parametri di riferimento con cui debbono essere confrontati i TEG; questo confronto, ovviamente, deve avvenire considerando gli stessi elementi, nel rispetto del principio di simmetria cui hanno fatto riferimento le Sezioni Unite.

All’esito di un’approfondita analisi della normativa e della giurisprudenza affermatasi sul punto il Collegio ha enunciato il seguente principio di diritto:

Nelle ipotesi di contratti stipulati antecedentemente al 1° gennaio 2010 restano applicabili le Istruzioni emanate dalla Banca d’Italia nel 2006 e pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale n. 74 del 29 maggio 2006 e, per gli intermediari finanziari, emanate dall’Ufficio Italiano Cambi pubblicate sulla G.U. n. 102 del 4 maggio 2006. Conseguentemente il costo delle polizze assicurative deve essere incluso nel TEG allorché risultino imposte dal creditore e intese ad assicurare al medesimo il rimborso, totale o parziale, del credito. La relativa prova presuntiva e la prova contraria possono essere offerte in base ai criteri già indicati in tema di TAEG dal Collegio di Coordinamento, come interpretati da questa decisione”.

 

Qui la pronuncia: Collegio di Coordinamento ABF, decisione n. 16291 del 26.07.2018

 

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