Nel caso di fondi che presentino un’articolata suddivisione del capitale in molteplici comparti o di prodotti di investimento assicurativi c.d. multi-opzione – vale a dire quei prodotti che offrono al cliente la possibilità di scegliere di allocare il premio in diverse opzioni di investimento – non può dirsi sufficiente l’esibizione di una generica dichiarazione del ricorrente di aver ricevuto il KIID o il KID, ma è necessario che venga offerta la prova più specifica della consegna, non già di “un generico” documento recante le informazioni chiave, bensì dei documenti relativi a ciascuno specifico comparto o opzione, di volta in volta, rilevante[1].
Dunque, non può ritenersi idoneo allo scopo un documento (di cento pagine) contenente in maniera onnicomprensiva i KIID di tutti i fondi opzionabili, perché questo finisce con lo scaricare sull’investitore retail l’onere di selezionare poi quelli di suo specifico interesse; compito che più propriamente va ricondotto, invece, nell’ambito dei doveri di diligenza e comportamentali del prestatore professionale dei servizi[2]. Quanto appena rilevato ha, in buona sostanza, impedito al ricorrente di pervenire a scelte consapevolmente informate, il che, di per sé, radica la responsabilità dell’Intermediario sotto il profilo risarcitorio, dispensando dunque dal procedere alla valutazione anche della eventuale fondatezza dei restanti motivi di doglianza addotti da parte attrice.
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[1] Cfr. ACF, 16 ottobre 2025, n. 8215.
[2] Cfr. ACF, 1° aprile 2025, n. 7930.