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«Coup de foudre.»

Notre-Dame. Parigi.
All’ombra della solenne investitura di Napoleone Bonaparte, per un gioco del destino, Juliette Colbert, splendida e giovane borghese parigina, successivamente dama dell’imperatrice Josephine, incontra Tancredi di Barolo e se ne innamora.
Tra i giovani nasce una forte intesa e un sentimento autentico e dopo le nozze la nuova famiglia si stabilisce a Torino, città natale del giovane Tancredi.

In terra sabauda Giulia, ormai abbandonata la vita di corte, si impegna grandemente nel sociale, portando avanti battaglie culturali e politiche, in un progetto di profonda riforma dell’ambiente carcerario, soprattutto femminile.
Il suo impegno si spingerà ben oltre la semplice beneficenza, già in voga tra le dame più abbienti, esponendola in prima persona per ristrutturare le logiche di gestione delle carceri, soprattutto femminili, introducendo il concetto di riabilitazione e rieducazione della detenuta, prevedendo programmi formativi necessari per una reintroduzione nella società dopo la liberazione dal carcere.

L’animo eclettico di Giulia, inoltre, spingerà Tancredi ad introdurre nuove tecniche di lavorazione del vino di famiglia, facendone una valida alternativa ai fini francesi (tanto invisi ai Savoia).

Unico rammarico della bella Giulia è il suo “ventre vuoto”, l’onta della sterilità dapprima demoralizzerà la forza combattiva della giovane marchesa per poi trasformarsi in carburante per affrontare nuove e più intricate battaglie.

L’inizio di una saga… in attesa del prosieguo.

Un romanzo con basi storiche, ben scritto, prolisso ma facilmente accessibile nella struttura e nel linguaggio.
Forse un unico volume avrebbe potuto contenere anche il sequel e il paragrafo finale con un’anticipazione di ciò che sarà sembra solo una spudorata operazione commerciale.

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