In terra sabauda Giulia, ormai abbandonata la vita di corte, si impegna grandemente nel sociale, portando avanti battaglie culturali e politiche, in un progetto di profonda riforma dell’ambiente carcerario, soprattutto femminile.
Il suo impegno si spingerà ben oltre la semplice beneficenza, già in voga tra le dame più abbienti, esponendola in prima persona per ristrutturare le logiche di gestione delle carceri, soprattutto femminili, introducendo il concetto di riabilitazione e rieducazione della detenuta, prevedendo programmi formativi necessari per una reintroduzione nella società dopo la liberazione dal carcere.