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Rivista di Diritto del Risparmio

 

Il golden power tra interessi nazionali e vincoli europei.

I rilievi della Commissione europea sull’OPS UniCredit–Banco BPM[*]

 

di Luigi SCIPIONE[**]

 

The UniCredit–Banco BPM takeover bid aims to serve as a legal and institutional laboratory for reflecting on the construction of genuine European economic sovereignty, founded not on regulatory fragmentation but on rationalized multilevel governance, capable of combining security, competition, and integration.

In this case, DG COMP is responsible for assessing the compatibility of the transaction not only in terms of its impact on competitive dynamics, but also with respect to the Italian state’s use of golden power.

The objective of the investigation is threefold: first, to critically analyze the legal prerequisites and systemic effects of state intervention in light of current European legislation; second, to assess the degree of coordination and integration between national and European authorities in transactions impacting strategic sectors, such as banking; and finally, to assess the need for a reform of the European regulation on investment screening and mergers, aimed at ensuring greater consistency, predictability, and proportionality in the application of public powers in a context of increasing hybridization between economic interests and geopolitical imperatives.

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Rivista di Diritto del Risparmio

Agosto – Fascicolo 2/2025

Abstract.

L’OPS UniCredit–Banco BPM rappresenta un laboratorio giuridico-istituzionale per riflettere sulla costruzione di un’autentica sovranità economica europea, fondata non sulla frammentazione normativa, ma su una governance multilivello razionalizzata, capace di coniugare sicurezza, concorrenza e integrazione.

Nella vicenda in esame, la DG COMP è competente a valutare la compatibilità dell’operazione non soltanto in termini di impatto sulle dinamiche concorrenziali, ma anche rispetto al ricorso da parte dello Stato italiano al golden power.

L’obiettivo dell’indagine è triplice: in primo luogo, analizzare criticamente i presupposti giuridici e gli effetti sistemici dell’intervento statale alla luce della normativa europea vigente; in secondo luogo, verificare il grado di coordinamento e integrazione tra autorità nazionali ed europee in operazioni che incidono su settori strategici, come quello bancario; infine, valutare la necessità di una riforma della disciplina europea sugli screening degli investimenti e sulle concentrazioni, volta a garantire maggiore coerenza, prevedibilità e proporzionalità nell’applicazione dei poteri pubblici in un contesto di crescente ibridazione tra interessi economici e imperativi geopolitici.

 

 

 

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[*] Contributo approvato dai referee

[**] Professore aggregato di Diritto bancario presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”.

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