E’ la rassegna degli oggetti che si lascia dietro, scandagliati dagli occhi del figlio, timoroso di alterare quelle ormai immutabili presenze, a dettare i ritmi della narrazione della prima parte del romanzo, dedicata a una ricostruzione, atipica, di un rapporto padre-figlio complesso, sicuramente segnato oltremodo dagli eventi delle vita. E’ un racconto lineare, a volte, aneddotico, lucido e disincantato, che cede il passo, in alcuni frangenti, a un tentativo, quasi sentimentale, di recuperare quello che avrebbe potuto esserci, e non c’è stato; o, alla meno peggio, di revisionare quello che, per contro, è effettivamente accaduto.