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«The dark side of the moon.»

Le persone non si conoscono mai appieno, mantengono sempre un lato nascosto, proprio come quello della Luna, che, per giunta, parrebbe anche più “brutto” dell’altro visibile dalla Terra.
Sei candidati giunti all’ultimo step di selezione per ottenere un posto ambitissimo in una delle migliori società giapponese.

Basta dimostrare di saper fare gioco di squadra e saranno tutti assunti. Iniziano frenetiche riunioni, nelle quali nascono le prime simpatie, antipatie, vengono scambiate confessioni, impressioni, aneddoti, curiosità.

Poi, all’improvviso, la regola cambia: ciascun finalista dovrà esprimere la preferenza, una sola, per chi ritiene meritevole di essere assunto.
La speranza del gruppo si frantuma e si disgrega ancora più con l’ingresso di una variabile nel gioco: sei buste, una per ogni candidato, contenente un segreto inconfessabile e l’indicazione di un ulteriore abbinamento peccatore-peccato, sì da ingenerare un circolo vizioso.

Si apre una spirale di ripensamenti, dettati dalla scoperta di passati oscuri, di accuse reciproche, tra chi vuol far cessare il gioco e chi, per contro, vuole portarlo a termine. Si arriverà a un colpevole, autoaccusato.
E a un’assunzione.

La verità, però, è diversa da quella apparente in quella sala riunioni. Ed emerge alcuni anni dopo, con la morte del candidato accusatosi e la ricerca di un senso di quanto accaduto in quell’ultimo step, che dimostrò così tanto sulla natura umana.
Inclusa l’inconoscibilità di quel lato oscuro di ciascun umano, più o meno malcelato.

A scanso di fuorvianti apparenze.

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