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Rivista di Diritto del Risparmio

 

Il ruolo ambiguo dello Stato tra golden power e golden silence. Implicazioni giuridiche ed istituzionali del risiko bancario[*]

 

di Luigi SCIPIONE[**]

 

This paper analyzes recent banking mergers in Italy in light of the selective and differentiated use of special powers (golden power) by the State. Through a comparative examination of the cases of MPS-Mediobanca, Mediobanca-Banca Generali, and UniCredit-Banco BPM, it highlights intervention and non-intervention choices that outline a practice that is not always consistent, in which the golden power assumes an ambivalent function: on the one hand, as a tool for safeguarding economic security; on the other, as a potential mechanism for industrial planning that conflicts with the fundamental freedoms of the internal market. From a multilevel perspective, the investigation considers the legal constraints imposed by European Union law – specifically Regulation (EU) 2019/452, Articles 63-65 TFEU, and the Banking Union frame work – reconstructing the golden power as an expression of “regulated sovereignty”. Particular attention is paid to the institutionally ambiguous role of the State, which in some transactions combines the functions of regulator and shareholder, raising questions of impartiality and the separation of public functions. The emerging picture reveals an uncertain and fragmented regulatory environment, which calls for critical reflection on the compatibility between the exercise of special powers and the principle of economic legality within an integrated European governance framework.

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Rivista di Diritto del Risparmio

Settembre – Fascicolo 3/2025

Abstract.

Il contributo analizza le recenti operazioni di concentrazione bancaria in Italia alla luce del ricorso, selettivo e differenziato, ai poteri speciali (golden power) da parte dello Stato. Attraverso l’esame comparato dei casi MPS-Mediobanca, Mediobanca-Banca Generali e UniCredit-Banco BPM, si evidenziano scelte di intervento e di non intervento che delineano una prassi non sempre coerente, in cui il golden power assume una funzione ambivalente: da un lato, strumento di tutela della sicurezza economica; dall’altro, possibile meccanismo di pianificazione industriale in tensione con le libertà fondamentali del mercato interno. In una prospettiva multilivello, l’indagine considera i vincoli giuridici imposti dal diritto dell’Unione europea – in particolare il Regolamento (UE) 2019/452, gli artt. 63–65 TFUE e il quadro dell’Unione Bancaria – ricostruendo il golden power come espressione di una “sovranità regolata”. Particolare attenzione è dedicata al ruolo istituzionalmente ambiguo dello Stato, che in alcune operazioni cumula le funzioni di regolatore e azionista, sollevando questioni di imparzialità e di separazione delle funzioni pubbliche. Il quadro che ne emerge rivela un contesto regolatorio incerto e frammentato, che impone una riflessione critica sulla compatibilità tra l’esercizio dei poteri speciali e il principio di legalità economica nell’ambito di una governance europea integrata.

 

 

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[*] Contributo approvato dai referee

[**] Professore aggregato di Diritto bancario presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”.

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