Il ragazzo, rimasto orfano dei genitori è cresciuto alla corte dello zio Medardo, accudito dalle cure amorevoli della balia Sebastiana, ma alla stregua di un servitore.
I fatti narrati si svolgono all’epoca delle guerre contro i Turchi nell’Europa centrale ed è in Boemia che Medardo perde la sua metà, così rientrando in Patria dimezzato e incattivito dagli eventi. Solo dopo lungo tempo anche la metà buona rientrerà a casa, esaltando le incongruenze delle due parti di ciò che fu (e sarà) un unico intero.
Con un registro magnetico e un ritmo incalzante, Calvino riesce a stregare il lettore che tra una risata e uno spunto di riflessione non vede l’ora di giungere alla fine per leggere la storia nella sua interezza e meditare sull’essenza stessa dell’umanità, in equilibrio fragile e costante tra il bene e il male.