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«Prima di salire, si deve scendere: a riveder le stelle è un auspicio, un augurio, che si reitera nel secoli.»

Quella di Aldo Cazzullo è una commedia nella commedia, un viaggio nel viaggio, col primo che contestualizza, senza filtri e con onestà intellettuale, il secondo: l’Autore ci accompagna, come Virgilio accompagna Dante, a distanza di sette secoli, in un viaggio che avviene in un passato che è, tuttora, il nostro presente.

Il viaggio di Dante all’inferno è una disamina sagace, acuta e realistica della sua Italia, che ancora, invero, alla sua epoca non c’era e che rappresenta, un po’ (forse, un po’ troppo) anche la nostra attuale. I particolarismi geografici, politici, partitici, finanche familiari; le tendenze egoistiche; le vanità, i tradimenti, i sotterfugi, le volubilità, tutti sentimenti che vivono di esasperazione e che sono puniti, nella più opportuna misura, col contrappasso.

Aldo Cazzullo è la voce narrante che accompagna il lettore in una girandola di sovrapposizioni temporali, tra il passato del mito e della letteratura greca, il presente di Dante della Firenze guelfa e ghibellina, le lotte intestine senza quartiere, l’alternanza di forza tra papato e impero, e, infine, il nostro passato e il nostro presente, con Lucio Dalla, James Joyce, Borges, Stephen King, Fernando Pessoa e padre Massimiliano Kolbe, ma anche la riviera romagnola delle balere e l’eroismo degli irredentisti Battisti, Filzi e Chiesa, della crisi dei subprime del 2008, della tragedia del Vajont, dell’odissea nello spazio di Stanley Kubrick.

Nella prefazione, è riservato all’Autore un sapiente monito: prima di salire, si deve scendere.

La storia d’Italia, del nostro Bel Paese (definizione coniata dall’Alighieri), in fondo, è di una serie inanellata di vicissitudini, sacrifici, disfatte, tribolazioni, cui è seguita sempre una rinascita.
Il viaggio di Dante o, perlomeno, la sua prima tappa, termina con l’anelata possibilità di riveder le stelle, dopo la ventiquattrore nei gironi infernali; le stelle, non a caso, mutuando le parole dell’Autore, sono il segno del destino dell’uomo, del suo slancio verso l’alto, dell’aspirazione all’ascesa.

Sono la speranza che il peggio sia già alle nostre spalle e che il meglio debba ancora venire.

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