Sull’accertamento del dare-avere e sulla prova del credito.



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Nota a Cass. Civ., Sez. VI, 27 gennaio 2022, n. 2508.

Massima redazionale

 

Con la recentissima ordinanza in oggetto, la Sesta Sezione Civile ha riaffermato il principio per cui nei rapporti bancari di conto corrente, esclusa la validità della pattuizione di interessi ultralegali o anatocistici a carico del correntista e riscontrata la mancanza di una parte degli estratti conto, riportando il primo dei disponibili un saldo iniziale a debito del cliente, occorra distinguere il caso in cui il correntista sia convenuto da quello in cui sia attore in giudizio. Invero, nella prima ipotesi, l’accertamento del dare – avere può attuarsi con l’impiego di ulteriori mezzi di prova, idonei a fornire indicazioni certe e complete, che diano giustificazione del saldo maturato all’inizio del periodo, per cui sono stati prodotti gli estratti conto; possono, inoltre, valorizzarsi quegli elementi (quali, a titolo esemplificativo) le ammissioni del correntista stesso, idonei quantomeno a escludere che, con riferimento al periodo non documentato da estratti conto, questi abbia maturato un credito di imprecisato ammontare[1].

 

Qui l’ordinanza.


[1] Cfr. Cass. n. 11543/19; Cass. n. 22387/21.

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