L’art. 119 TUB ed il fideiussore.



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Nota a ABF, Collegio di Bari, 28 luglio 2021, n. 17869.

di Donato Giovenzana

 

In merito alla valutazione  del ricorso, Il Collegio osserva che, con riferimento alla richiesta di esibizione documentale, l’art. 119, c. 4, TUB sancisce che: “Il cliente, colui che gli succede a qualunque titolo e colui che subentra nell’amministrazione dei suoi beni hanno diritto di ottenere, a proprie spese, entro un congruo termine e comunque non oltre novanta giorni, copia della documentazione inerente a singole operazioni poste in essere negli ultimi dieci anni”.
Tale norma costituisce, secondo l’orientamento consolidato dei Collegi ABF, espressione del principio di buona fede nei rapporti contrattuali e comporta il diritto del cliente di ottenere copia della documentazione inerente a singole operazioni poste in essere negli ultimi dieci anni. I Collegi hanno, inoltre, precisato che il cliente non ha l’onere di indicare specificamente gli estremi del rapporto relativo ai documenti richiesti, essendo sufficiente fornire gli elementi minimi indispensabili per consentire alla banca la loro individuazione.
Sul punto il Collegio ritiene che il fideiussore è paragonabile alla stregua del “cliente” ai sensi e per gli effetti dell’art. 119 T.U.B., il quale, nel caso di specie, è da individuare nella società a favore della quale la fideiussione era stata prestata. Sul punto, l’Abf di Bari  si è pronunciato nel senso che “al fideiussore non può certo essere negata la veste di cliente, atteso che la costituzione della garanzia, ponendo il garante in relazione diretta   con il creditore garantito, lo qualifica a tutti gli effetti come cliente dell’intermediario a beneficio del quale la garanzia è rilasciata” (cfr. Collegio di Bari, dec. n. 20094/2018).

Inoltre, secondo quanto precisato dai Collegi ABF, la disciplina applicabile varia a seconda dell’oggetto della documentazione richiesta ed in particolare: – l’art. 119 T.U.B. sancisce il diritto del cliente di ottenere copia della documentazione inerente alle singole operazioni poste in essere negli ultimi 10 anni (ad es. copia degli estratti conto); – il diritto di ottenere copia del contratto originario discenderebbe, invece, dall’art. 117 T.U.B. e non conosce senza limiti di tempo. L’obbligo di trasmettere copia del contratto nel corso del rapporto negoziale sussiste anche indipendentemente da un’eventuale pregressa consegna dello stesso all’atto della stipula, in forza dello specifico dovere di protezione gravante sull’intermediario in favore del cliente. In proposito, il Collegio osserva che – nel caso di specie – la domanda di parte ricorrente riguarda tutta la documentazione inerente il rapporto principale, nonché ogni altro rapporto di cui egli risulta garante.

In ragione di tutto quanto sopra esposto, il Collegio richiama l’orientamento consolidato (da ultimo ribadito dalla decisione del Collegio di Bari, decisione n. 13910/21), che riconosce il diritto del fideiussore di ottenere copia dei documenti relativi al rapporto garantito, reputando siffatto diritto intimamente connesso alla natura stessa della garanzia fideiussoria, la quale si pone, rispetto all’obbligazione principale garantita, in un rapporto di accessorietà e dipendenza, in virtù del quale il fideiussore ha diritto, tra l’altro, di opporre al creditore garantito le eccezioni proponibili dal debitore, relative, all’esistenza e alla validità dell’obbligazione garantita (cfr. decisioni del Collegio di Milano n. 1931/2016; del Collegio di Roma n. 2306 del 14 aprile 2014; del Collegio di Bologna, n. 7888/2018) sottolineando, altresì, la strumentalità del diritto di accesso alla documentazione, rispetto all’effettività della tutela, anche giudiziale, dei diritti del fideiussore (cfr. decisione del Collegio di Roma n. 4449/2013) anche per la precisazione, secondo cui “al fideiussore non potrebbe certo essere negata la veste di cliente, atteso che la costituzione della garanzia, ponendo il garante in relazione diretta con il creditore garantito, lo qualifica a tutti gli effetti come cliente dell’intermediario a beneficio del quale la garanzia è rilasciata” (cfr. decisione del Collegio di Bari, n. 20094/2018).

In linea con il richiamato orientamento, deve riconoscersi il diritto del ricorrente ad ottenere copia della documentazione richiesta relativa al rapporto garantito.

 

Qui la decisione.

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