Gestione patrimoniale e modesto scostamento dal benchmark.



1 min read

Nota a Cass. Civ., Sez. I, 20 settembre 2021, n. 25343.

di Donato Giovenzana

 

La Suprema Corte

  • ribadito il concetto secondo cui il benchmark, cioè la linea d’investimento prescelta dal cliente, importa la costituzione di obblighidi condotta da parte del gestore, rappresentando un parametro di riferimento coerente con i rischi della gestione, al quale devono essere commisurati i risultati di queste,

  •  evidenziato che l’investitore era solito intervenirenella allocazione degli investimenti mediante il rilascio di istruzioniparticolari che anticipavano o si sovrapponevano alle strategia adottate dalla società di investimenti,

ha affermato che

in un caso come quello in esame, in cui

non vi è stata alterazione della concordata composizione del portafoglio titoli, affinché sia effettivamente configurabile una mala gestio da parte del gestore, per asseriti risultati negativi della gestione, non è sufficiente il mero scostamento dal benchmark prescelto (altrimenti ricorrendo un’ipotesi di responsabilità sostanzialmente oggettiva), dovendosi, invece valutare pure le ragioni di detto scostamento al fine di individuare eventuali, concreti profili di negligenza e/o imprudenza e/o imperizia del gestore medesimo, che, peraltro, possono essere rivelati anche dall’entità dello scostamento stesso“.

In buona sostanza ha ritenuto lo scostamento del 5,04 % annuo medio, in negativo, dal 2000 al 2004, non tale, di per sé, da poter costituire una mala gestio.

 

Qui la sentenza.

Iscriviti al nostro canale Telegram 👇

Ricerca avanzata


  • Categorie

  • Autori

  • Seleziona il periodo

Copy link
Powered by Social Snap