Cessione del credito: sulla forma della notifica al debitore ceduto.



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Nota a Cass. Civ., Sez. II, 20 agosto 2021, n. 23257.

di Antonio Zurlo

 

La Seconda Sezione Civile, ritenendo fondato il motivo di ricorso, rileva come sia principio largamente consolidato quello per cui «il contratto cessione di credito ha natura consensuale, di modo che il suo perfezionamento consegue al solo scambio del consenso tra cedente e cessionario, il quale attribuisce a quest’ultimo la veste di creditore esclusivo, unico legittimato a pretendere la prestazione (anche in via esecutiva), pur se sia mancata notificazione prevista dall’art. 1264 c.c.; questa, a sua volta, è necessaria al solo fine di escludere l’efficacia liberatoria dei pagamento eventualmente effettuato in buona fede dal debitore ceduto al cedente anziché al cessionario, nonché, i -caso d cessioni diacroniche del medesimo credito, per risolvere il conflitto tra più cessionari, trovando applicazione in tal caso i, principio della priorità temporale riconosciuta al primo notificante»[1].

In tale conteso, «non è necessario che la notifica al debitore ceduto venga eseguita a mezzo ufficiale giudiziario, costituendo quest’ultima una semplice species (prevista esplicitamente da1 codice di rito per i soli atti processuali) del più ampio genus costituito dalla notificazione intesa come attività diretta a produrre la conoscenza di un atto in capo al destinatario: con la conseguenza che, ai fini tanto dell’art. 1264, che degli artt. 1265 e 2914, n. 2, cod. civ., la notificazione della cessione (così come il correlativo atto di accettazione), non identificandosi con quella effettuata ai sensi dell’ordinamento processuale, costituisce atto a forma libera, non soggetto a particolari discipline o formalità»[2].

Ne consegue come la Corte d’Appello abbia errato, nella specie, nel ritenere che la cessione di credito intervenuta e oggetto di contestazione potesse essere efficace ne confronti della ceduta solo all’esito di una sua eventuale accettazione, posto che l’effetto traslativo si verifica sic et simpliciter per effetto del consenso espresso tra cedente e cessionario.

 

Qui l’ordinanza.


[1] Cfr. ex plurimis Cass. n. 21277/2019; Cass. n. 4713/2019; Cass. n. 12616/2017.

[2] Cfr. Cass n. 16566/2018; Cass. n. 28390/2018.

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