Erroneo acquisto di azioni effettuato dalla Banca: “ratifica” se il cliente successivamente sottoscrive il modulo e le rimette in vendita a un prezzo superiore.



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Nota a Cass. Civ., Sez. I, 20 aprile 2021, n. 10397.

di Donato Giovenzana

 

Secondo la Suprema Corte, va, in ogni caso, evidenziato come la compravendita di titoli non è avvenuta in contropartita diretta ma in virtù di un contratto di mandato a contrattare tali titoli, per cui il difetto di valido consenso dell’investitore a comprare le 40.000 azioni (perché la banca ha acquistato sul mercato invece di vendere) ha determinato l’inefficacia del mandato, che è stato concluso, di fatto, da un “falsus procurator“: ciò, ha determinato l’inefficacia del medesimo mandato che però può essere eccepita solo dalla parte falsamente rappresentata (Cass. n. 14618/10), senza necessità di ricorrere a particolari formule ed anche in via implicita, essendo sufficiente, a tal fine, che la parte deduca la propria estraneità al rapporto dedotto in giudizio.

Tuttavia, nel caso di specie, vi è stata ratifica, ai sensi dell’art. 1399 c.c., in quanto l’investitore, autonomamente e consapevolmente, ha sottoscritto il modulo bancario dell’erroneo acquisto (in ragione di € 3,89 ad azione) per poi sottoscrivere quello di vendita dei medesimi titoli (in ragione del superiore prezzo di € 3,93): pertanto, è evidente che l’odierno ricorrente voleva guadagnare anche lucrando sull’erroneo acquisto, altrimenti, se avesse solo voluto limitare i danni avrebbe venduto “al meglio” le 40.000 azioni erroneamente acquistate e non secondo il superiore prezzo “limite” di € 3,93.

Secondo la giurisprudenza di legittimità, l’essenza e la validità della ratifica non sono condizionate da rigorismi formali, essendo sufficiente , anche quando è richiesto l’atto scritto, che la volontà di ratificare risulti chiaramente da uno o più atti (v. Cass. n. 1554/66, 6937/04, 2403/16, cfr. Cass. n. 27399/09, secondo cui il negozio compiuto dal “falsus procurator” non è invalido, ma soltanto “in itinere“, ovvero a formazione successiva, sicché il “dominus” può ratificare e fare propri gli effetti del negozio concluso in suo nome con effetti retroattivi).

Per la Cassazione, la sottoscrizione sia del modulo di acquisto di 40.000 azioni di Seat Pagine Gialle, che la successiva sottoscrizione del modulo per la loro vendita (secondo un prezzo “limite” superiore all’acquisto), sono fatti univoci che implicano la volontà di ratificare da parte del ricorrente, l’erroneo acquisto della banca.

 

 

Qui l’ordinanza.

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