Presupposto formale della segnalazione in SIC nel caso di raccomandata A/R (o di sistema equipollente).



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Nota a ABF, Collegio di Roma, 8 gennaio 2021, n. 474.

di Antonio Zurlo

 

La questione affrontata dall’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) concerne il rispetto da parte dell’Intermediario dei presupposti richiesti dalla legge e dal codice di deontologia e buona condotta per effettuare correttamente la segnalazione in SIC e, in particolare, del rispetto dell’obbligo di preavviso che, in base all’art. 4, settimo comma, del predetto codice, deve essere inviato al cliente prima della segnalazione stessa.

Sul punto, l’ABF richiama la decisione del Collegio di Coordinamento[1], per cui, ai fini della liceità e della correttezza del trattamento dei dati personali, da parte dei sistemi informativi gestiti da soggetti privati, in tema di crediti al consumo, affidabilità e puntualità nei pagamenti, è necessario:

a) che il preavviso di segnalazione, prescritto dall’art. 4, settimo comma, sia (non solo inviato, ma altresì) effettivamente pervenuto all’indirizzo della persona alla quale è destinato (ex artt. 1334 e 1335 c.c.);

b) che, nel caso in cui il destinatario neghi di aver ricevuto detto preavviso (come effettivamente avvenuto nel caso di specie), l’intermediario segnalante è tenuto a fornire la prova della sua ricezione;

c) che, ove la tempestiva comunicazione del preavviso non risulti provata, la segnalazione è da ritenersi illegittima.

Ciò premesso, nel caso in cui il ricorrente, che sia stato segnalato da un intermediario in SIC, chieda la cancellazione della segnalazione, allegando di non aver avuto conoscenza del preavviso previsto dall’art. 4, settimo comma, del codice deontologico e dall’art. 125, terzo comma, TUB, l’onere di provare che il soggetto segnalato sia stato messo previamente nella condizione di conoscere l’intenzione del segnalatore incombe sull’Intermediario, in conformità ai principi generali previsti dal codice civile per le dichiarazioni recettizie e le relative presunzioni.

Del pari, devesi segnalare come non sia normativamente previsto alcun requisito di forma per il preavviso; la soccombenza della parte onerata, che consegue alla valutazione di illiceità della segnalazione, dipende non solo dalla mancata dimostrazione da parte dell’Intermediario di aver posto il preavviso dovuto, nella sfera di conoscibilità del cliente segnalando, ma, altresì, dall’impossibilità che il convincimento del Collegio giudicante circa l’effettivo adempimento dell’obbligo di preavviso possa formarsi in base a tutti gli elementi di prova comunque acquisiti.

Nel caso di specie, i metodi di spedizione, che prevedono un sistema di tracciatura della spedizione tramite un servizio di localizzazione satellitare GPS, nonché la lettura di un codice a barre univoco assegnato a ogni lettera con l’apposito palmare in dotazione al personale addetto alla distribuzione, sono in grado di registrare il nome del destinatario, la data e l’ora del recapito; tali dati conoscitivi sono scaricati in apposito file e consentono, quindi, al mittente di verificare in via informatica l’esito della spedizione. Questi appaiono in linea con quanto previsto dal Ministero delle Comunicazioni, con la circolare n. 5688 del 02.08.2007, ove è previsto che «I fornitori del servizio di recapito a data o ora certa degli invii di corrispondenza generati con l’utilizzo di tecnologie telematiche possono adottare, in alternativa al bollettario di cui al paragrafo 3 della circolare n. 1225/2001, strumenti di comunicazione elettronica atti a provare sia il momento del prelievo presso il mittente, sia la data ovvero l’ora e la data di recapito dell’invio».

Tanto in caso di invio del preavviso tramite raccomandata A/R, quanto nell’ipotesi in cui si sia fatto ricorso ad altri servizi che garantiscono prova dell’invio e della ricezione da parte del destinatario, può ben dirsi che l’intermediario abbia assolto agli oneri imposti dalla normativa vigente. Consequenzialmente, deve affermarsi che la segnalazione in contestazione sia stata preceduta, a differenza di quanto dedotto dal ricorrente, dal preavviso e, pertanto, sussista il c.d. presupposto formale della segnalazione, con conseguente rigetto del ricorso.

 

 

Qui la decisione.


[1] Il riferimento è alla decisione n. 3089, del 24.9.2012.

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