Sulla differenza tra delega bancaria e procura notarile ad hoc, nel caso di conto corrente cointestato.



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Nota a ABF, Collegio di Napoli, 26 gennaio 2021, n. 2043.

di Donato Giovenzana

 

La controversia all’esame del Collegio concerne la verifica della legittimità del diniego dell’intermediario della legittimazione ad operare su un conto corrente a firma disgiunta, intestato al de cuius della ricorrente e ad altro cointestatario, in quanto l’istante sarebbe sprovvista di delega anche da parte di quest’ultimo (nella specie, un’altra sorella della ricorrente che non ha preso parte all’odierno procedimento).

Ora, se è innegabile che il regolamento contrattuale preveda al proposito che “Quando il rapporto è intestato a più persone, i delegati dovranno essere nominati per iscritto da tutti i cointestatari …”, è altrettanto vero che, nella specie, i poteri di rappresentanza sono stati conferiti alla ricorrente (ed alla cointestataria dell’odierno ricorso) mediante procura speciale rilasciata con atto notarile del 18.10.2019; con tale atto si attribuiva a lei (ed alla cointestataria del ricorso), tra l’altro, il potere di “gestire il predetto conto, […] procedere al ritiro di capitali, […] fare disposizioni e prelevamenti del conto”. Si è dunque non già in presenza di una generica delega che, alla stregua delle suddette disposizioni contrattuali, renderebbe inefficace il conferimento del potere rappresentativo da parte di uno soltanto dei cointestatari di un conto corrente ancorché con firme disgiunte (cfr. ABF Napoli, n. 4334/2013 e ABF Milano, 4938/2016); bensì al cospetto di una idonea procura notarile ad hoc, dal cui contenuto deve evincersi che l’operatività del delegato è da ritenere (almeno in via di principio) autorizzata.

In tal senso depone peraltro la circostanza – confermata dalla stessa convenuta – della sottoscrizione congiunta della cointestataria del conto corrente e dell’altra procuratrice (cointestataria dell’odierno ricorso), in data 28.10.2019, della convenzione di assegni. Nel quadro testé delineato, la pretesa della convenuta di subordinare l’accesso al conto corrente del delegante all’inoltro di ulteriori documenti, evidentemente qui superflui o irrilevanti, appare non soltanto difficilmente giustificabile ma suscettibile, nella sua inevitabile portata dilatoria, di compromettere l’utilità pratica dello strumento della delega, specie allorquando si manifesti l’esigenza di provvedere con estrema sollecitudine (in questi termini, con specifico riguardo ad una procura notarile, ABF Milano, n. 8787/2018; ABF Napoli, n. 16259/2017).

Sicché il Collegio ritiene di rivolgere un monito all’intermediario affinché questi, per il futuro, possa conformare i propri comportamenti in modo più puntuale e conforme alle regole di trasparenza e correttezza che devono ispirare le relazioni di un intermediario con la propria clientela, richiamandolo nella specie ad una più accentuata attenzione nella gestione di casi simili.

 

Qui la decisione.

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