Sul principio di prudenza e sugli obblighi di diligenza della Banca in sede di liquidazione delle attività relitte del de cuius.



1 min read

Nota a ABF, Collegio di Milano, 17 novembre 2020, n. 20359.

di Donato Giovenzana

 

La controversia sottoposta all’esame del Collegio verte sull’eventuale responsabilità dell’intermediario che, in seguito al decesso di un proprio cliente, ha liquidato le somme depositate sul conto corrente intestato al de cujus a un presunto erede in forza di un testamento olografo successivamente dichiarato falso dall’A.G.O.

L’Abf milanese, in relazione al merito della questione, osserva che la banca resistente è venuta a conoscenza dell’impugnazione del testamento già nel novembre del 2013 e ha comunque liquidato le somme al soggetto indicato nel testamento nell’aprile del 2014. L’orientamento prevalente dei Collegi è quello secondo cui, in presenza di contestazioni provenienti da altri soggetti che si assumono eredi, la banca è tenuta a porre in essere un comportamento ispirato al principio di prudenza.

Nel caso di specie, secondo il Collegio meneghino, la banca resistente non pare aver applicato tale principio, avendo pagato l’apparente erede sulla base di un testamento olografo che sapeva essere stato impugnato. La banca è quindi responsabile in quanto ha violato gli obblighi di diligenza connessi all’esercizio della sua professione e la richiesta di parte ricorrente deve essere accolta.

 

Qui la decisione.

Ricerca avanzata


  • Categorie

  • Autori


  • Seleziona il periodo

Copy link
Powered by Social Snap