Configurabilità del reato di autoriciclaggio, ex art. 648.ter.1 c.p., tramite l’apertura di c/c.



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Nota a Cass. Pen., Sez. II, 1 dicembre 2020, n. 37932.

di Donato Giovenzana

 

Per la Suprema Corte è stato provato che il ricorrente ed altri correi, appartenenti ad una associazione criminale, avessero costituito in Slovenia delle società in favore delle quali avevano effettuato bonifici con somme di danaro provenienti dai numerosi reati di violazione fiscale oggetto di imputazione e di condanna.

Dopo il bonifico sui conti correnti di dette società, il ricorrente ed altri soci si recavano in Slovenia, prelevavano ingenti somme di danaro dai conti correnti delle medesime società e rientravano in Italia con il contante così ripulito. Tale condotta è penalmente rilevante ex art. 648.ter.1 c.p. La norma incriminatrice punisce, infatti, l’impiego, la sostituzione, il trasferimento di danaro, beni o altre utilità di provenienza illecita in attività economiche, finanziarie, imprenditoriali o speculative.

Nel novero delle attività finanziarie o comunque di rilevanza economica, deve annoverarsi anche la costituzione di un conto corrente bancario da parte di una società, poiché da questa operazione scaturiscono evidenti effetti economici per il contraente, sol che si consideri la percezione di interessi sulle somme depositate sul conto corrente.

Pressoché sovrapponibile a quella di interesse era la vicenda esaminata nella sentenza di legittimità  (Sez. 2, n. 16908 del 05/03/2019, Ventola, Rv. 276419), nella quale, come si evince dalla motivazione, l’autore dell’autoriciclaggio trasferiva ingenti somme di danaro ad una costellazione di società estere, con successivo nuovo trasferimento di somme ad altre società a lui riconducibili.

Che nel caso in esame il secondo trasferimento fosse avvenuto attraverso il prelievo di contanti dai conti correnti delle società slovene anziché attraverso altri bonifici ad ulteriori società, non muta la sostanza della questione; al contrario, la condotta del ricorrente rendeva ancora più semplice e diretta l’operazione di ripulitura del danaro di provenienza delittuosa, non più identificabile come tale dopo il prelievo del contante ad opera dell’interessato o dei correi, che avevano così raggiunto il loro scopo illecito.

 

Qui la pronuncia.

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