La valenza della formula matematica adottata dalla Banca d’Italia per il rilevamento del tasso soglia.



1 min read

Nota a Cass. Civ., Sez. VI, 28 settembre 2020, n. 20464.

di Donato Giovenzana

 

 

La Corte Suprema, chiamata ad esprimersi in subjecta materia, ha ulteriormente precisato che gli atti e le circolari di Bankit— per quanto generali (alle imprese bancarie e alle loro attività d’impresa) possano nel concreto manifestarsi — debbono comunque rispettare le norme di legge (costituzionale e ordinaria); vengono richiamate all’uopo le precedenti decisioni di legittimità nn. 144709/05 e n. 28803/19 (secondo cui: “gli atti della Banca d’Italia non possono derogare oppure introdurre deviazioni rispetto al principio di diritto comune della determinatezza dell’oggetto dei contratti e dei negozi unilaterali. Per quanto generali possano nel caso essere, gli atti della Vigilanza, infatti, debbono comunque rispettare le norme di legge”).

Ed invero, qualora si evidenziasse una violazione di legge da parte della Banca d’Italia, si “imporrebbe al giudice ordinario di prendere atto della illegittimità” degli atti dalla stessa emessi “e di disapplicarli”.

Secondo la Suprema Corte, non potrebbe dubitarsi che, visto il tenore dell’art. 2 l. n. 108/1996, le “rilevazioni” compiute dalla Banca d’Italia costituiscano strumenti di basico supporto per i decreti trimestralmente emanati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze in punto di TEG.

Per il che a proposito della portata giuridica degli atti e delle circolari della Banca d’Italia, ne viene affermata la piena legittimità poiché soggetti al rispetto delle norme di legge (costituzionale e ordinaria).

 

 

Qui la pronuncia.

Ricerca avanzata


  • Categorie

  • Autori


  • Seleziona il periodo

Copy link
Powered by Social Snap