Una metodologia di quantificazione del danno imputato alla governance bancaria



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Una metodologia di quantificazione del danno imputato alla governance bancaria[*]

di Pietro Marchetti**

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Negli ultimi anni, sono emerse diffuse carenze nella governance del sistema bancario italiano, che hanno reso necessario l’intervento -più o meno incisivo, a seconda dei casi- dell’Autorità di vigilanza. A fronte di evidenti irregolarità negli assetti organizzativi delle banche, riscontrate all’esito di ispezioni della Banca d’Italia, si è assistito in molteplici casi alla sospensione o revoca degli esponenti bancari in favore di quelli di nomina ministeriale che, nell’espletamento delle proprie funzioni, si sono trovati ad avviare un giudizio risarcitorio nei confronti degli organi cessati, la cui condotta censurabile è stata ricondotta ad una carente governance aziendale.

 

Rivista di Diritto del Risparmio

Sommario: 1. Premessa. – 2. La determinazione del danno cagionato da mala gestio degli esponenti bancari: giurisprudenza e dottrina. – 3. Un possibile criterio metodologico di quantificazione del danno imputato alla governance bancaria. – 4. Una prima analisi empirica sulle azioni di responsabilità avviate nei confronti della governance bancaria.

  1. Premessa.

Negli ultimi anni, sono emerse diffuse carenze nella governance del sistema bancario italiano, che hanno reso necessario l’intervento -più o meno incisivo, a seconda dei casi- dell’Autorità di vigilanza. A fronte di evidenti irregolarità negli assetti organizzativi delle banche, riscontrate all’esito di ispezioni della Banca d’Italia, si è assistito in molteplici casi alla sospensione o revoca degli esponenti bancari in favore di quelli di nomina ministeriale che, nell’espletamento delle proprie funzioni, si sono trovati ad avviare un giudizio risarcitorio nei confronti degli organi cessati, la cui condotta censurabile è stata ricondotta ad una carente governance aziendale. Sovente le procedure speciali di gestione delle crisi sono state utilizzate in chiave marcatamente preventiva, al ricorrere del presupposto di gravi irregolarità amministrative e gravi violazioni normative, anche in assenza della previsione di gravi perdite del patrimonio. Nel periodo 2009-2012, sono state avviate 60 nuove procedure, di cui 24 nel biennio 2011-2012 (12 amministrazioni straordinarie, 10 liquidazioni coatte amministrative e 2 gestioni provvisorie), contro le 9 nel triennio precedente. Ulteriori 17 casi di difficoltà sono emersi nel 2013-2014, spesso associati a debolezze dei sistemi di governance e ad episodi di mala gestio. Nel decennio 2007-2017, sono stati sottoposti ad amministrazione straordinaria 75 intermediari (di cui 59 banche e 16 società finanziarie) e alla conclusione di tale decennio ne risultavano in numero di tre ancora in A.S.; nella maggior parte dei casi le procedure si sono concluse con il ritorno in bonis e, solo in casi estremi, ha fatto seguito la procedura di liquidazione coatta amministrativa, spesso per banche di dimensioni minori


[*] Contributo approvato dai referee

** Professore Aggregato di Gestione degli Intermediari Finanziari presso l’Università del Salento e Dottore Commercialista

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