Legittimazione del singolo coerede alla liquidazione pro quota.



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Nota a ABF, Collegio di Bari, 17 aprile 2020, n. 7236.

di Donato Giovenzana

 

La questione sottoposta al Collegio Abf pugliese attiene all’accertamento della caduta in successione delle giacenze di quattro libretti di risparmio postale, cointestati ai genitori, entrambi defunti, e del conseguente diritto degli istanti – il ricorrente (figlio), cui si associa la sorella germana – alla liquidazione della quota ad essi spettanti ex lege.   Il ricorso è stato presentato senza il coinvolgimento di tutti i coeredi.   L’intermediario comunica che si può procedere al rimborso solo alla presenza di tutti gli eredi, in virtù degli artt. 727 e 757 c.c., sulla cui scorta sostiene che i crediti del de cuius non si dividono automaticamente tra i coeredi in ragione delle rispettive quote, ma entrano a far parte dell’asse ereditario; non solo, ritiene che si debba distinguere l’accertamento del credito ereditario nei confronti di un terzo, cui ciascuno erede è legittimato singolarmente, dall’accertamento della singola quota ereditaria, che non può essere disposto senza aver integrato il contradditorio con tutti i coeredi, ovvero con il loro consenso “unanime” (cita Collegio di Napoli, decisione n. 7591/2015).   Al riguardo il Collegio Abf richiama la decisione n. 27252/18, con cui il Collegio di Coordinamento si è così pronunciato sulla questione relativa all’ammissibilità dell’azione individuale del coerede volta a far valere un credito caduto in successione , valorizzando il più recente orientamento della Suprema Corte in subjecta materia:   “[…] Il singolo coerede è legittimato a far valere davanti all’ABF il credito del de cuius caduto in successione sia limitatamente alla propria quota, sia per l’intero, senza che l’intermediario resistente possa eccepire l’inammissibilità del ricorso deducendo la necessità del litisconsorzio né richiedere la chiamata in causa degli altri coeredi. Il pagamento compiuto dall’intermediario resistente a mani del coerede ricorrente avrà efficacia liberatoria anche nei confronti dei coeredi che non hanno agito, i quali potranno far valere le proprie ragioni solo nei confronti del medesimo ricorrente”.   Alla luce di tale condivisibile principio di diritto, pertanto, secondo il Collegio Abf barese, può trovare accoglimento la richiesta del ricorrente di accertare e dichiarare il diritto suo e della germana a lui associata nel ricorso ad ottenere, ciascuno per quanto di sua competenza, la liquidazione delle rispettive quote, di pari valore, spettanti sulla giacenza positiva dei libretti di deposito al risparmio di cui si controverte.

 

 

Qui la decisione.

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