La distinzione tra pegno sul credito e pegno sul titolo di credito.



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Nota a Cass. Civ., Sez. VI, 11 giugno 2020, n. 11117.

di Donato Giovenzana

 

La banca ha contestato la decisione del Tribunale, che aveva ammesso il suo credito al passivo in via chirografaria anziché in via privilegiata pignoratizia, e ciò sulla scorta di un certificato rappresentativo della quota di partecipazione ad un fondo comune di investimento immobiliare, sul quale era stato costituito il pegno in favore della banca mediante “girata.   Il Tribunale ha escluso che detto certificato avesse le caratteristiche proprie del “titolo di credito” prodotto ed ha, conseguentemente, ritenuto applicabile la disciplina del pegno su credito e non già quella del pegno su titolo di credito: su tale premessa ha escluso la riconoscibilità della prelazione, perché non ha ritenuto integrata la notificazione della costituzione del pegno al debitore o la sua accettazione dalla comunicazione del ……. perché priva di data certa.   In relazione poi al peculiare motivo di doglianza, col quale la ricorrente aveva denunciato l’omesso esame di un fatto decisivo oggetto di discussione, costituito dall’avvenuta apposizione della girata sul certificato nominativo, la Suprema Corte l’ha ritenuto infondato, atteso che – essendo stata esclusa nel caso di specie la natura di titolo di credito del certificato in esame – l’apposizione della girata risulta priva di decisività.
Trova applicazione – secondo gli Ermellini – il principio secondo il quale “La partecipazione ad un fondo comune di investimento, in assenza di un certificato individuale, autonomo e separato, costituisce non un titolo di credito nei confronti del fondo, ma solo un credito, rappresentato dall’obbligo della società di investimento di gestire il fondo e di restituirgli il valore delle quote di partecipazione; deve, pertanto, ritenersi legittimo il pegno costituito sulla quota di partecipazione al fondo solo se sia stata rispettata la disciplina prevista per il pegno di crediti dall’art. 2800 c.c., cioè la notifica della costituzione del pegno al debitore ovvero la sua accettazione con atto di data certa.” (Cass. n. 28900 del 27/12/2011) di guisa che la girata, come esattamente ritenuto dal Tribunale, non risulta sufficiente a far ritenere integrata la notificazione della costituzione del pegno al debitore o la sua accettazione dalla comunicazione.   Pertanto il ricorso è stato rigettato.

 

 

Qui la pronuncia.

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