Responsabilità della banca per protesto cambiario.



Nota a Cass. Civ., Sez. I, 4 febbraio 2020, n. 2549.

di Donato Giovenzana

 

La Suprema Corte, a recisa confutazione di quanto deciso dai Giudici di merito, dopo aver evidenziato

  • che il debitore aveva dato ordine alla banca di addebito della cambiale in conto corrente (come consentito dall’art. 4 della legge cambiaria), con una disposizione quindi riconducibile a contratto di mandato;
  • che l’obbligo della banca di attivarsi immediatamente per impedire la levata del protesto derivava comunque dalla clausola generale della buona fede oggettiva o correttezza, ex art. 1175 c.c.;
  • che il disposto dell’articolo 43 del Rd 1699/1933, prevede che “Il portatore di una cambiale pagabile a giorno fisso, o a certo tempo data, o vista, deve presentarla al pagamento nel giorno in cui essa è pagabile o in uno dei due giorni feriali successivi”;
  • che l’istituto di credito accettando sic e simpliciter il pagamento del titolo con addebito in conto corrente (peraltro con valuta del giorno della sua scadenza), nonostante il ritardo, peraltro minimo, rispetto alla stessa scadenza, aveva ingenerato nel debitore il ragionevole affidamento che con l’intervenuta estinzione del debito sarebbe venuto meno ogni rischio dell’elevazione del protesto
  • che qualora l’iter procedurale per la levata del protesto non poteva più essere interrotto, la banca doveva comunque darne avviso al debitore onde consentirgli  di attivare per tempo le debite procedure di cancellazione del protesto volte a limitare il pregiudizio conseguente alla pubblicazione,

Nel cassare con rinvio la sentenza impugnata, ha espresso il principio di diritto secondo cui “gli obblighi di diligenza che gravano su una banca cui sia stato conferito mandato al pagamento di una cambiale, impongono, una volta avvenuto l’atto solutorio, di attivarsi immediatamente per intervenire sul processo di levata del protesto, e, ove tale meccanismo si trovi ad una fase cosi avanzata da non poter essere più interrotto, di avvisare prontamente il mandante al fine consentirgli di accedere tempestivamente alla procedura di cancellazione del protesto, secondo quanto previsto dall’art. 12 L. 349 del 1973, salvo in ogni caso l’obbligo per la banca – ove sia intervenuta comunque la levata del protesto – di restituire la provvista utilizzata per l’operazione non andata a buon fine”.

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