Assicurazione: applicabilità dell’art. 141 cod. ass. ai sinistri stradali tra veicoli assicurati con compagnie non sottoscriventi la CTT



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Nota a Cass. Civ., Sez. III, n. 1161 del 21.01.2020, n. 1161/2020

Di Giulia De Giorgi

 


Fatto

Accogliendo il ricorso e disponendo un rinvio al Tribunale, la Suprema Corte si è pronunciata sulla questione dell’applicabilità della procedura di risarcimento diretto ex art. 141 cod. ass. (d.lgs 7 settembre 2005, n. 209) ai sinistri che vedono coinvolti veicoli immatricolati all’estero e, contestualmente, nei quali manchi la sottoscrizione della Convenzione Terzi Trasportati (CTT) da parte di una delle due compagnie assicurative. La ricorrente, «trasportata a bordo di un’autovettura coinvolta in un incidente stradale con una vettura straniera», avanzava pretesa risarcitoria verso la compagnia assicurativa, per le «lesioni personali e i danni patrimoniali per cure mediche» riportati. Risultando soccombente nel primo grado di giudizio innanzi al Giudice di Pace, che dichiarava improcedibile il ricorso per difetto dei presupposti ex art. 141 cod. ass., la ricorrente impugnava la sentenza innanzi al Tribunale, in funzione di giudice d’appello, il quale, a sua volta, non ha ritenuto applicabile il meccanismo di risarcimento diretto al caso a quo.

 

Diritto

1. In Limine. Nella questione sottoposta all’attenzione della Suprema Corte emergono profili sostanziali degni di alcune considerazioni, tra i quali si segnala:

– La natura del diritto al risarcimento diretto

a) Il giudice di seconde cure ha definito il diritto al risarcimento diretto ex art. 141 cod. ass. in termini di diritto non assoluto, in quanto non fondato sulla base di una fonte giuridica di rango primario, bensì «regolamentato dalle imprese assicuratrici stipulanti tra loro una convenzione».

b) Contra, la Corte di Cassazione ha lasciato intendere che il diritto in questione ha una valenza assoluta, in quanto consente al terzo trasportato di accedere ad un’«azione diretta», per ottenere il risarcimento dall’assicurazione del veicolo sul quale era a bordo al momento del sinistro, attraverso la procedura di risarcimento ex art. 148 cod. ass.

– Le conseguenze della mancata sottoscrizione della Convenzione Terzi Trasportati in sede di azione risarcitoria

a) Il Tribunale, in virtù di un’interpretazione dell’art. 141 cod. ass., in combinato disposto con gli artt. 13 D.P.R. 18 luglio 2006, n. 254 e 33 della CTT, ha ritenuto la stipula della convenzione da parte della compagnia un prerequisito essenziale dell’azione risarcitoria.

b) Di diverso avviso è la Cassazione, la quale, ponendosi nel solco della tradizione giurisprudenziale, ha ritenuto ammissibile l’azione diretta del trasportato «nei confronti dell’impresa di assicurazioni del veicolo sul quale viaggiava al momento del sinistro, anche se quest’ultimo sia stato determinato da uno scontro in cui sia rimasto coinvolto un veicolo assicurato con una compagnia che non abbia aderito alla Convenzione tra Assicuratori per il Risarcimento Diretto r.c.a.» (c.d. CARD, di cui la CTT è parte). Pertanto, in quanto esclusivamente «funzionale alla regolazione dei rapporti organizzativi ed economici per la gestione del risarcimento diretto» (ex art. 13, comma 1, D.P.R. 254/2006)[1], la Convenzione non inciderebbe sull’azione «diretta avente ad oggetto il risarcimento esercitata nei confronti dell’impresa di assicurazione del veicolo sul quale il danneggiato era a bordo al momento del sinistro»[2]. In conclusione, la mancata sottoscrizione della medesima CTT ricadrebbe, al più, sul potere di rivalsa della compagnia assicurativa; difatti, ai sensi dell’art. 34, comma 5, della CTT: «[…] ai fini dell’esercizio dell’azione di rivalsa ai sensi della presente Convenzione, è necessario che sia il veicolo vettore sia quello del responsabile, totale o parziale, siano identificati ed assicurati con imprese aderenti» (alla Convenzione).

2. Il rafforzamento della tutela del terzo trasportato

  • Vulneratus ante omnia reficiendus. L’iter argomentativo svolto dal Supremo Consesso si sviluppa intorno al principio giuridico  “vulneratus ante omnia reficiendus” il quale, anche alla luce delle pronunce della Corte di Giustizia,rende necessaria un’interpretazione costituzionalmente orientata delle norme afferenti alla responsabilità civile da circolazione di autoveicoli; ciò al fine di favorire una lettura del contratto assicurativo conforme alla sua funzione sociale, quest’ultima coincidente con il trasferimento del rischio dall’assicurato all’assicuratore[3]; a tal proposito e secondo l’orientamento dottrinale dominante, una siffatta interpretazione non può che disporre un favor verso la posizione del terzo trasportato, rafforzandone la tutela. Come sottolineato, in più occasioni, dalla giurisprudenza di legittimità, la ratio dell’art. 141 cod. ass. è quella di «apprestare una garanzia diretta alle vittime dei sinistri stradali in un’ottica di tutela sociale che fa traslare il “rischio di causa” dal terzo trasportato, vittima del sinistro, sulla compagnia assicuratrice del trasportante»[4].

  • Ipotetico caso di responsabilità oggettiva. Un siffatto meccanismo di assicurazione diretta del danno, se da un lato è funzionale ad un incremento del livello di tutela del danneggiato, dall’altro, in particolar modo nel caso del trasportato, prescinde «dal preventivo accertamento della responsabilità del vettore»[5]. Un’intensificazione della tutela è, a tal proposito, resa evidente dalla circostanza che il terzo trasportato è esonerato «dall’onere di dimostrare l’effettiva distribuzione della responsabilità tra i conducenti dei veicoli coinvolti nel sinistro»[6].
 


[1]  Sulle modalità di distribuzione delle compensazioni, cfr. art. 13, comma 2, D.P.R. 254/2006: mentre per i danni a cose «le compensazioni avvengono sulla base di costi medi che possono essere differenziati per macroaree territorialmente omogenee in numero non superiore a tre», per quelli alla persona, «le compensazioni possono avvenire anche sulla base di meccanismi che prevedano l’applicazione di franchigie a carico dell’impresa che ha risarcito il danno».

[2] Art. 141, comma 3, cod. ass.

[3]  A. DE GREGORIO, G. FANELLI, Il contratto di assicurazione, Milano, Giuffrè, 1987, pp. 11-12.

[4] Sul punto, cfr. Cass. civ., Sez. III, ord. n. 1279 del 18.01.2019.

[5] P. PARDOLESI, Dal dire al fare: la disciplina dell’indennizzo diretto, in Danno resp., 2007, pp. 273 ss.

[6] G. MIOTTO, L’azione del trasportato contro l’assicuratore del vettore, responsabile non identificato o non assicurato e rivalsa dell’assicuratore verso il Fondo vittime, in Resp. civ. e prev., 2017, n. 6, pp. 1836-1837.

 

 

Qui la pronuncia: Cass. Civ., Sez. III, n. 1161 del 21.01.2020

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