Violazione dell’obbligo di consegna del FI ed operatività dell’eccezione di prescrizione per il rimborso di buoni postali fruttiferi



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Collegio di Coordinamento, decisione N. 17814 del 18 luglio 2019

di Donato Giovenzana

 


Il  Collegio Abf rimettente (ndr. quello di Milano)

  • in ragione della constatazione che la controversia in esame pone la questione della eventuale incidenza della violazione dell’obbligo di consegna del Foglio Informativo sulla operatività dell’eccezione di prescrizione sollevata dall’intermediario resistente,

  • conscio dell’orientamento dei Collegi ABF, secondo cui, una volta completato il previsto termine decennale, la formulazione dell’eccezione di prescrizione varrebbe a determinare ineluttabilmente l’estinzione del diritto del sottoscrittore a riscuotere il capitale con gli interessi, fatta salva la possibilità di una domanda risarcitoria fondata sull’accertata violazione dell’obbligo di consegna del Foglio Informativo, tant’è che con la stessa ordinanza di rimessione riconosce che “finché si permanga in una prospettiva di ius strictum, l’orientamento in esame appare nel suo complesso difficilmente superabile

  • ha sottoposto al Collegio di Coordinamento la verifica dell’applicabilità a fattispecie analoghe a quella in esame dell’istituto di diritto sostanziale denominato exceptio doli generalis, idoneo a neutralizzare gli effetti dell’esercizio di una pretesa o di un potere formalmente fondati allorché, il darvi corso si rivelasse, alla luce delle circostanze concrete, contrario a buona fede (oggettiva). A conforto  di detta tesi precisa che la violazione da parte dell’intermediario dell’obbligo normativamente previsto di consegnare il Foglio Informativo consentirebbe al medesimo di trarre vantaggio da un proprio pregresso inadempimento approfittando del deficit di conoscenza (la durata dei titoli) cagionato all’investitore, cui è stata tolta la possibilità di usufruire di una compiuta e immediatamente accessibile rappresentazione dei termini della operazione.

Il Collegio di coordinamento, nel respingere il ricorso, ha ritenuto detta tesi infondata, in quanto

  • la “exceptio doli generalis seu praesentis” indica il dolo attuale, commesso al momento in cui viene intentata l’azione nel processo, e costituisce un rimedio di carattere generale, utilizzabile anche al di fuori delle ipotesi espressamente codificate, il quale è diretto a precludere l’esercizio fraudolento o sleale dei diritti di volta in volta attribuiti dall’ordinamento, paralizzando l’efficacia dell’atto che ne costituisce la fonte o giustificando il rigetto della domanda giudiziale fondata sul medesimo, ogni qualvolta l’attore abbia sottaciuto situazioni sopravvenute al contratto e aventi forza modificativa o estintiva del diritto, ovvero abbia avanzato richieste di pagamento “prima facie” abusive o fraudolente, o ancora abbia contravvenuto al divieto di “venire contra factum proprium”;
  • tale rimedio si distingue dalla “exceptio doli specialis seu preteriti“, la quale indica invece il dolo commesso al tempo della conclusione dell’atto, ed è diretta a far valere (in via di azione o eccezione) l’esistenza di raggiri impiegati per indurre un soggetto a porre in essere un determinato negozio, al fine di ottenerne l’annullamento, ovvero a denunziare la violazione dell’obbligo di comportarsi secondo buona fede nello svolgimento delle trattative e nella formazione del contratto, la quale assume rilievo, quale dolo incidente, nel caso in cui l’attività ingannatrice abbia influito su modalità del negozio che la parte non avrebbe accettato, se non fosse stata fuorviata dal raggiro, e non comporta l’invalidità del contratto, ma la responsabilità del contraente in mala fede per i danni arrecati dal suo comportamento illecito, i quali vanno commisurati al minor vantaggio e al maggior aggravio economico subiti dalla parte che ne è rimasta vittima, salvo che sia dimostrata l’esistenza di danni ulteriori, collegati a detto comportamento da un nesso di consequenzialità diretta;
  • non risulta in alcun modo che nel momento in cui l’intermediario ha negato il diritto del ricorrente ad ottenere il rimborso dei buoni facendo valere la prescrizione abbia agito dolosamente (è agevole supporre che non si sia neppure posto il problema della omessa consegna del Foglio Informativo all’epoca della sottoscrizione) né che abbia sottaciuto situazioni sopravvenute al contratto favorevoli al ricorrente; peraltro, anche avendo riguardo al momento iniziale del rapporto (coincidente con l’acquisto dei buoni da parte del ricorrente), non viene in rilievo alcun elemento utile a ritenere che la omessa consegna del Foglio Informativo al sottoscrittore possa essere ascritta a dolo piuttosto che a mera negligenza dei dipendenti dell’intermediario, né che sia stato tenuto dai medesimi un qualsiasi comportamento fraudolento;
  • va considerato, sia sotto il profilo del necessario nesso causale, sia sotto quello del divieto di “venire contra factum proprium” che, da un lato, al di là delle mere affermazioni del ricorrente, occorrerebbero elementi fattuali utili a dimostrare che effettivamente la protratta inattività del medesimo è dipesa dalla mancata consegna del Foglio Informativo e, dall’altro lato, non può andare esente da critiche il comportamento della stessa parte ricorrente, che, nel momento dell’acquisto dei buoni, quale buon investitore avrebbe dovuto necessariamente informarsi di un elemento fondamentale quale la durata dell’investimento.

Il Collegio di Coordinamento ha enunciato il seguente principio di diritto:

  • La mancata consegna al sottoscrittore al momento dell’acquisto dei buoni del Foglio Informativo non impedisce all’intermediario di eccepire, allorché ne venga richiesto il pagamento, l’intervenuta prescrizione”.

Qui la decisione: Decisione N. 17814 del 18 luglio 2019

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