La responsabilità della Banca per F24 incompleto.



5 min read

Nota a Cass. Civ., Sez. I, 31 luglio 2019, n. 20640.

di Antonio Zurlo 

 

 

 

 

La Banca mandataria, in ottemperanza dei suoi obblighi contrattuali, deve informare senza indugio la cliente dell’eventuale mancata esecuzione di un’operazione di pagamento affidatale, per incompletezza nella compilazione del relativo modulo.

 

***********************

La ricostruzione del fatto.

Una cliente aveva convenuto innanzi al Giudice di Pace di Roma la propria Banca, chiedendo il risarcimento dei danni conseguenti all’omessa comunicazione dell’esito negativo del mandato conferito per il pagamento di somme, dovute a titolo di Irpef, mediante modulo F24 incompleto. In tal guisa, aveva dedotto la responsabilità contrattuale dell’Istituto di credito, tanto con riferimento alla disciplina del mandato, quanto in relazione al rapporto di conto corrente e ai conseguenti obblighi informativi. Si era costituita in giudizio la Banca convenuta, chiedendo il rigetto della domanda attorea.

Il Giudice di Pace aveva respinto la domanda, ascrivendo in capo all’attrice la responsabilità esclusiva dell’errata compilazione del modulo F24. Quest’ultima proponeva appello avverso il suddetto pronunciamento. Il Tribunale di Roma respingeva il gravame, con aggravio delle spese. Nello specifico, il giudice di secondo grado riteneva di non poter ascrivere alcuna responsabilità in capo alla Banca per l’errata compilazione del modulo, dovendo, per converso, risponderne in via esclusiva la cliente: la condotta negligente di quest’ultima era, difatti, da reputarsi assorbente sotto il profilo causale e i doveri informativi gravanti sull’Istituto erano stati correttamente assolti con l’annotazione dello storno del pagamento e la successiva comunicazione dell’estratto conto relativo all’allora ultimo trimestre.

La cliente, da ultimo, proponeva ricorso per cassazione, formulando un unico motivo. La Banca depositava memoria, chiedendo la declaratoria di inammissibilità o il rigetto del ricorso.

 

La decisione della Corte.

Nell’unico motivo, la ricorrente deduceva che il Tribunale avesse errato nel non aver valutato gli adempimenti a carico della Banca e nell’aver omesso di accertare gli obblighi derivanti dal contratto di conto corrente e relativi all’immediata informativa da dare alla correntista. Il dipendente dell’Istituto di credito avrebbe dovuto verificare allo sportello la compilazione del modello F24 e rilevarne l’incompletezza di alcuni campi, provvedendo poi a comunicarla tempestivamente alla cliente – mandante, che, per converso, era stata notiziata solo con la ricezione dell’estratto conto trimestrale e, quindi, ben oltre il termine ultimo utile per effettuare il pagamento dell’imposta, (provocando, in conseguenza, l’emissione della cartella di pagamento da parte dell’Agenzia delle Entrate).

La Prima Sezione giudica meritevole di accoglimento il ricorso.

Il Collegio rileva che l’adempimento del mandato esiga e ricomprenda non solo il compimento con la diligenza del buon padre di famiglia, da parte del mandatario, degli atti per i quali il mandato sia stato conferito, ma anche degli atti preparatori e strumentali, nonché di quelli ulteriori che costituiscano il necessario complemento dei primi. Tale relazionalità implica, altresì, il dovere di informare tempestivamente il mandante dell’eventuale mancanza o dell’inidoneità dei documenti occorrenti all’esatto espletamento dell’incarico[1].

Pertanto, sebbene la ricorrente abbia errato nel compilare il modulo, non completandolo integralmente e ammettendo che la Banca mandataria non fosse, comunque, tenuta a rilevare tale circostanza nel momento preciso di accettazione (ed esecuzione) dell’operazione, nell’accertamento della responsabilità della Banca, occorre tenere in debita considerazione i principi generali che governano il contratto di mandato, successivamente alla constatata impossibilità di procedere all’esecuzione dell’operazione. A tale ultimo riguardo, il Collegio evidenzia che:

  • l’art. 1708 c.c. prescriva al mandatario il compimento anche di tutti gli atti necessari per l’assolvimento del compito;
  • l’art. 1710 c.c. imponga al mandatario di adempiere ai propri obblighi con la diligenza del buon padre di famiglia; il secondo comma obblighi il mandatario a informare il mandante delle circostanze sopravvenute che possano incidere sul mandato;
  • l’art. 1176, secondo comma 2, c.c., quanto alle obbligazioni inerenti lo svolgimento di un’attività professionale, richieda la valutazione della diligenza, con riguardo alla natura dell’attività esercitata e, quindi, con riferimento al parametro della diligenza professionale;
  • ai sensi dell’art.1856 c.c., la Banca debba rispondere secondo le regole del mandato quanto agli incarichi ricevuti dal correntista o da altro cliente.

L’Istituto resistente avrebbe, quindi, dovuto quantomeno informare senza indugio la cliente della mancata esecuzione dell’operazione di pagamento affidata.

Il Giudice del merito, nell’affermare che la ricorrente avrebbe potuto apprendere l’esito negativo sin dalla data di annotazione nelle scritture contabili (della Banca) dello storno del pagamento, ha evidentemente errato. Siffatto adempimento è, in effetti, del tutto irrilevante ai fini degli obblighi di comunicazione gravanti sul mandatario, trattandosi di operazione contabile che permane nella sfera interna del soggetto esecutore, non rappresentando una comunicazione di carattere recettizio.

La Banca ha assunto di aver tentato di contattare telefonicamente la cliente, senza successo, ma non ha né dedotto, né, tantomeno, dimostrato, di avervi successivamente insistito, né di aver inviato immediata comunicazione al domicilio della medesima[2]. Sarà competenza del giudice del merito, in sede di rinvio, stabilire se e quali pregiudizi siano stati originati dal ritardo fra il momento di accertata impossibilità di esecuzione dell’operazione e la data di effettiva comunicazione alla cliente della mancata esecuzione del mandato, mediante invio dell’estratto conto, nonché procedere a una loro quantificazione.

 

Qui il testo integrale dell’ordinanza. 


[1] Cfr. Cass. Civ., Sez. I, 25 febbraio 2000, n. 2149, in dejure.it; Cass. Civ., Sez. III, 27 aprile 2010, n. 10073, in dejure.it; Cass. Civ., Sez. III, 12 novembre 2013, n. 25410, in dejure.it.

[2] A tal proposito, la controricorrente attribuiva, del tutto erroneamente, a controparte l’onere di dimostrare la propria reperibilità al domicilio eletto nel contratto di conto corrente, al quale, pur tuttavia, non allegava di aver inviato una comunicazione anteriore al prefato estratto conto.

Ricerca avanzata


  • Categorie

  • Autori


  • Seleziona il periodo

Copy link
Powered by Social Snap