Recesso e sua revoca nei contratti bancari; il punto della Cassazione



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Cass. Civ., Sez. I, sent. n. 1454 del 18 gennaio 2019

di Donato Giovenzana – Legale d’impresa

 


La Suprema Corte ha rigettato il ricorso avanzato dal correntista con il quale contestava la sentenza della Corte di Appello nella parte in cui aveva ritenuto che il recesso comunicato dal cliente alla Banca fosse stato concordemente posto nel nulla dalle parti con una successiva revoca; nello specifico, gli ermellini hanno evidenziato che le parti (cliente ed intermediario) avessero concordemente posto nel nulla il recesso comunicato dal cliente alla banca con sua precedente comunicazione, mediante uno scambio di successivi atti scritti, costituiti dalla missiva del ricorrente, di revoca del precedente recesso, e dalla accettazione implicita di tale revoca da parte dell’istituto di credito, operata con sua missiva, con la quale la banca ampliava, altresì, la linea di credito accordata al correntista.

La Cassazione ha precisato, in subjecta materia, il principio di diritto secondo cui:

“l’atto con il quale il contraente esercita il recesso convenzionale (art. 1373 cod. civ.) o legale (art. 1385 cod. civ.), costituente esplicazione di un diritto di sciogliere unilateralmente il contratto in deroga al principio espresso dall’art. 1372, primo comma, cod. civ., è immediatamente vincolante sia per l’emittente che per la controparte, anche quando l’efficacia ne sia differita per il compimento di atti conseguenti; il recesso è, di conseguenza, irrevocabile dal momento in cui il destinatario ne abbia avuto notizia, ai sensi dell’art. 1334 cod. civ., derivandone l’estinzione immediata del preesistente rapporto contrattuale; l’irrevocabilità unilaterale del recesso, dal momento in cui l’emittente lo abbia comunicato alla controparte, non può comportare l’esclusione della facoltà per le parti, nell’esercizio della loro autonomia (art. 1322 cod. civ.), di far venire meno gli effetti della fattispecie estintiva, ponendo in essere una manifestazione concorde di volontà che, nel caso di contratto in forma scritta ad substantiam, deve risultare da atto scritto”.

 

Qui la pronuncia: Cass. Civ., Sez. I, sent. n. 1454 del 18 gennaio 2019

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