Nullità del mutuo fondiario per superamento del limite di finanziabilità ex art. 38 TUB



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Cass. Civ., Sez. VI, Ordinanza n. 24138 del 03.10.2018

Di Michael Lecci


Nella fattispecie in esame la Corte di Cassazione dichiara “datato” il principio, richiamato dal Tribunale di Cagliari, secondo cui la tesi della nullità del mutuo per superamento del limite di finanziabilità sia stata radicalmente sconfessata dalla Suprema Corte con sentenze nn. 26672 e 28380 del 2013.

In particolare, la controversia trae origine dall’impugnazione proposta dai curatori del Fallimento della società ricorrente i quali evidenziavano come il mutuo non rispettasse i requisiti di finanziabilità di cui all’art. 38 TUB. Di conseguenza, i curatori chiedevano al Tribunale che venisse dichiarata la nullità del mutuo fondiario per violazione dell’art. 1418 c.c. e per violazione di norma imperativa dell’art. 2741 c.c. Evidenziano inoltre i ricorrenti che, in ogni caso, il contratto concluso in violazione dell’art. 38 TUB è caratterizzato da una causa illecita, in quanto contraria all’ordine pubblico economico ovvero da oggetto illecito.

La Suprema Corte, in accoglimento della tesi difensiva, evidenzia come si sia formato un orientamento consolidato nella giurisprudenza di legittimità secondo cui il credito fondiario – che non rispetti il rapporto tra valore del bene ipotecato e montante del mutuo concesso fissato dalla normativa di cui all’art. 38 TUB – è nullo perché posto in essere in violazione di norme imperative: si veda Cass., 13 luglio 2017, n. 17352, Cass., 9 maggio 2018, n. 11201; Cass., 16 marzo 2018, n. 6586; Cass., 12 aprile 2018, n. 9079; Cass., 11 maggio 2018, n. 11543; Cass., 28 maggio 2018, n. 13285; Cass., 28 maggio 2018, n. 13286.

Più nello specifico, procedono i giudici, “l’ammontare massimo del finanziamento” di cui all’art. 38 TUB, comma 2, non necessita di un mero riscontro formale ma attiene alla sostanza del rapporto tra il credito finanziabile ed il valore delle garanzie a disposizione; ciò in quanto la intrinseca natura del mutuo «fondiario» presuppone che la concessione del credito avvenga in relazione alla valutazione del futuro rientro dell’«erogato», determinato in base al valore dei beni immobili portati in garanzia.

Alla luce delle predette motivazione la Corte accoglie il ricorso proposto dai curatori e rinvia la controversia al Tribunale di Cagliari.

 

Qui la decisione: Cass. Civ., Sez. VI, Ord. 24138 del 03 ottobre 2018

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