Alle sanzioni amministrative pecuniarie irrogate da Bankit si applica il principio del “tempus regit actum” e non già il principio cosiddetto del “favor rei”, di matrice penalistica



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Cass. civ. – II sez. – Sent. n. 21553 del 3 settembre 2018 
di Donato Giovenzana – Legale d’impresa

In ragione dei motivi di doglianza proposti dal ricorrente (A.D. Carige), la Suprema Corte – rilevato che nella fattispecie ratíone temporis si applica il disposto dell’art. 145 t.u.b. nella formulazione antecedente alla novella di cui al d. Lgs. n. 72 del 12.5.2015 –, ha richiamato i propri insegnamenti in subjecta materia, i.e.

 
  • l’insegnamento – seppur concernente la materia dell’intermediazione finanziaria – secondo cui il procedimento di irrogazione di sanzioni amministrative, previsto dall’art. 187 septies del dec. Igs. n. 58/1998, postula solo che, prima dell’adozione della sanzione, sia effettuata la contestazione dell’addebito e siano valutate le eventuali controdeduzioni dell’interessato; pertanto non è violato il principio del contraddittorio nel caso di omessa trasmissione all’interessato delle conclusioni dell’Ufficio sanzioni amministrative della Consob o di sua mancata audizione innanzi alla Commissione, non trovando d’altronde applicazione, in tale fase, i principi del diritto di difesa e del giusto processo, riferibili solo al procedimento giurisdizionale;
 
  • l’insegnamento secondo cui le sanzioni amministrative pecuniarie irrogate dalla “Banca d’Italia” ai sensi dell’art. 144 t.u.b.per carenze nell’organizzazione e nei controlli interni [come nel caso di specie] non sono equiparabili, quanto a tipologia, severità, incidenza patrimoniale e personale, a quelle irrogate dalla “Consob” ai sensi dell’art. 187 ter t.u.f. per manipolazione del mercato, sicché esse non hanno la natura sostanzialmente penale che appartiene a queste ultime, né pongono, quindi, un problema di compatibilità con le garanzie riservate ai processi penali dall’art. 6 C.E.D.U.
 
Anche con riferimento alla questione pregiudiziale  avanzata – retroattività in mitius della normativa più favorevole prevista dagli artt. 1 e segg. del decreto legislativo n. 72/2015 – ha ribadito i propri arresti ancorché relativi alla materia dell’intermediazione finanziaria:
 
le modifiche alla parte V del d. Lgs. n. 58/1998 apportate dal d. Lgs. n. 72/2015 si applicano alle violazioni commesse dopo l’entrata in vigore delle disposizioni di attuazione adottate dalla “Consob”, in tal senso disponendo l’art. 6 del medesimo decreto legislativo, e non è possibile ritenere l’applicazione immediata della legge più favorevole, atteso che il principio cosiddetto del “favor rei“, di matrice penalistica, non si estende, in assenza di una specifica disposizione normativa, alla materia delle sanzioni amministrative, che risponde, invece, al distinto principio del “tempus regit actum“.

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