Selezione di massime della Cassazione in tema di onere della prova del nesso di causalità nei giudizi risarcitori verso intermediari finanziari.



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A cura di Alberto Mager

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Cass., sez. I, 16 febbraio 2018, n. 3914 (pres. Tirelli – rel. Dolmetta)

Nei giudizi risarcitori intentati contro gli intermediari per la violazione dei doveri informativi nella prestazione dei servizi di investimento, una volta che sia accertata la violazione dell’intermediario, il nesso di causalità tra tale violazione e il danno patito dal cliente è presunto. Grava dunque sull’intermediario l’onere di provare eventuali circostanze atte ad interrompere tale relazione eziologica. Nel valutare l’assolvimento di tale onere, il giudice deve tenere in conto la presenza e il peso della disciplina speciale relativa alla prestazione dei servizi di investimento, di impronta conformativa anche delle obbligazioni risarcitorie degli intermediari.

Cass., sez. I, 28 febbraio 2018, n. 4727 (pres. Giancola – rel. Acierno)

Nei giudizi risarcitori intentati contro gli intermediari per la violazione dei doveri informativi nella prestazione dei servizi di investimento, il nesso di causalità tra l’asserita violazione e il danno patito dal cliente è presunto. Di conseguenza, spetta all’intermediario, se intende andare esente da responsabilità, offrire la prova positiva dell’adempimento, con la specifica diligenza richiesta, dei doveri informativi.

Cass., sez. I, 3 agosto 2017, n. 19417 (pres. Ambrosio – rel. Acierno)

Nella prestazione dei servizi di investimento, qualora un cliente inoltri un ordine di acquisto di un prodotto di investimento che sia valutato dall’intermediario come inadeguato ai sensi della disciplina di settore, l’intermediario non può limitarsi a comunicare la ravvisata inadeguatezza, ma deve informare il cliente circa le specifiche ragioni che sconsigliano l’operazione. Qualora il cliente intenda comunque compiere l’operazione, l’intermediario può dar corso alla stessa solo sulla base di un ordine, in cui sia fatto esplicito riferimento alle avvertenze ricevute, impartito per iscritto ovvero sulla base di un ordine telefonico registrato su nastro magnetico o supporto equivalente. Nell’eventuale giudizio di risarcimento del danno intentato dal cliente, in cui lo stesso contesti all’intermediario l’inadempimento dei descritti obblighi di informazione circa le specifiche ragioni dell’inadeguatezza del prodotto, spetta all’intermediario fornire la prova positiva dell’adempimento.

Cass., sez. I, 6 marzo 2018, n. 5265 (pres. Ambrosio – rel. Dolmetta)

Nell’attività di prestazione dei servizi di investimento, qualora un cliente inoltri un ordine di acquisto di un prodotto di investimento che sia valutato dall’intermediario come inadeguato ai sensi della disciplina di settore, l’intermediario può alternativamente informare il cliente circa le specifiche ragioni di inadeguatezza del prodotto ovvero astenersi dal compiere l’acquisto e recedere dall’incarico. Tale seconda operatività deve essere preferita, in quanto maggiormente in linea con la normativa speciale di protezione, qualora, in ragione dell’attitudine del cliente, è probabile che quest’ultimo, anche se informato sulle specifiche ragioni di inadeguatezza del prodotto, avrebbe comunque inteso acquistarlo.

 Qui le pronunce:

Cass. Civ. n. 3914, del 16.02.2018, rel. Dolmetta

Cass. Civ. n 4727, del 28.02.2018, rel. Acierno

Cass. Civ., n. 19417 del 03.08.2017, rel. Acierno

Cass. Civ., n. 5265, del 06.03.2018, rel. Dolmetta

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