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«Delirante»

Un giallo psichedelico in cui la classica struttura viene stravolta e ribaltata: l’epilogo è ben presto detto e la vera ricerca si sposta dall’analisi degli eventi al motivo che li ha scatenati.

Lise non è solo la classica donna single d’altri tempi (si legga “zitella”) che malcela le proprie convinzioni e i punti di vista, talvolta gretti e assolutamente non condivisibili, ma è un essere irritante e disturbante ed altamente ansiogeno.

La fretta di Lise disturba; la sua superficialità innervosisce; la spasmodica ricerca del “suo tipo ideale” trasmette irrequietezza.

Tutto il testo è disseminato di dettagli apparentemente insignificanti, che si ricollegano, improvvisamente, sul finale per dare un senso alla storia (riuscendoci?).

Giunti all’ultima pagina bisognerebbe riavvolgere il nastro e ripartire da zero per ritrovare quel nesso logico perduto dopo le prime battute.

E come nota a margine, appare doveroso spendere un breve pensiero per gli altri personaggi della storia: squallidi o ridicoli o imbarazzanti, tutti ben connessi nello stesso turbine illogico e frenetico.

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