Il Dipartimento dell’Economia ha predisposto una consultazione sullo schema di decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze recante il nuovo regolamento del sistema pubblico di prevenzione delle frodi nel settore del credito al consumo, con specifico riferimento al furto di identità (SCIPAFI), istituito con il Titolo V-bis del decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 141, introdotto dal decreto legislativo 11 aprile 2011, n. 64. Pertanto, occorre procedere all’abrogazione del suddetto decreto al fine di emanare un nuovo regolamento in linea sia con le nuove disposizioni normative in materia di protezione dei dati personali e con gli sviluppi funzionali e tecnologici in materia.
I dati dell’Osservatorio CRIF – Mister Credit sulle Frodi Creditizie relativi alle frodi nel 2024 evidenziano infatti una modifica di trend che rende necessario un adeguamento legislativo. Nel primo semestre del 2024, infatti, in Italia si sono registrati oltre 17.200 casi (+0,6% rispetto allo stesso periodo del 2023), con un importo medio per frode di 4.568 euro e un valore economico complessivo che sfiora i 79 milioni di euro.
Sebbene si osservi un calo degli importi medi (-5,7%) e complessivi (-5,1%), inizia a preoccupare un cambio di strategia criminale che punta ad aumentare l’importo frodato. Infatti, analizzando i trend per fasce di importo si osserva si registra un forte incremento dei casi di frode con importi superiori ai 10.000 euro (+82,2%).
Il prestito finalizzato continua a essere la tipologia di prodotto più coinvolta nei casi di frode, rappresentando il 32,1% del totale, anche se il leggera deflessione rispetto agli anni precedenti. Un altro tipo di finanziamento in forte contrazione è quello delle carte di credito, per il quale le frodi segnano un -18,3% e costituiscono circa il 10% dei casi totali. In controtendenza, invece, crescono le truffe che colpiscono il credito revolving, con un significativo aumento del +31,6. Aumentano anche i casi di frode sui prestiti personali (+7,4%), che rappresentano circa il 20% del totale. Continua invece la preoccupante ascesa delle frodi sui mutui, che registrano un imponente aumento del +64,5%. Un dato interessante riguarda il diffondersi di una nuova tipologia di frode che colpisce la rateizzazione degli acquisti online, il cosiddetto “Buy Now, Pay Later” (BNPL). Sebbene rappresenti ancora una piccola parte dei casi (4,5%), questa categoria mostra una crescita del +60% rispetto al primo semestre 2023, confermando la continua evoluzione del fenomeno delle frodi nel settore del credito.
La fascia di età con il maggior aumento percentuale di vittime delle frodi è quella degli ultrasessantenni che continua a registrare una crescita percentuale (+13,6%). Al contrario, si osserva un calo significativo tra gli under 30 (-9,3%), che restano però una delle fasce più colpite, coinvolti in oltre 1 caso di frode su 5.
La ripartizione percentuale delle frodi per regione mostra una maggiore incidenza in Lombardia, Sicilia, Campania e Lazio, seguite da Puglia e Piemonte.
I consumatori che subiscono il furto d’identità generalmente scoprono di essere vittime di frode attraverso i seguenti canali:
- Contatto da parte dell’istituto di credito che conferma l’erogazione di un finanziamento a loro nome;
- Contatto da parte dell’istituto di credito o di una società di recupero crediti per il pagamento di un finanziamento non richiesto;
- Il rifiuto dell’accesso al credito, dovuto alla presenza di segnalazioni relative a rate non pagate.
I tempi di scoperta continuano a essere caratterizzati principalmente da due macrocategorie: da un lato, circa la metà dei casi viene identificata entro i primi 12 mesi, anche se questa percentuale è in calo del -14,4% rispetto al 2023; dall’altro, si registrano sempre più frequentemente frodi scoperte a distanza di tre, quattro o anche cinque anni, una categoria che ora rappresenta il 18,1% del totale. Questo trend evidenzia come il fenomeno delle frodi stia diventando sempre più difficile da rilevare tempestivamente, con un numero crescente di casi che rimangono nascosti per lungo tempo.
Per far fronte alle nuove problematiche emerse, il nuovo regolamento prevede l’introduzione di alcune novità, rispetto all’attuale regolamento, tra cui:
- implementazione della finalità antiriciclaggio di SCIPAFI tramite le disposizioni che regolano le modalità di accesso al sistema da parte dei soggetti destinatari degli obblighi di adeguata verifica di cui all’articolo 3 del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, non ricompresi tra i soggetti aderenti diretti e indiretti (articolo 6);
- riduzione dei contributi per gli “aderenti diretti”;
- nuova disciplina per il funzionamento del “Modulo informatico di allerta”.
Osservazioni e suggerimenti da parte dei soggetti interessati dovranno essere inviati entro e non oltre il 7 agosto 2025.
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