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di Paolo Cattaruzza Dorigo

Avvocato presso ente pubblico non economico

La Giornata Mondiale del Risparmio giunge alla sua 102esima edizione e rappresenta il culmine del mese ottobrino. L’ACRI, come ogni anno, coglie l’occasione per celebrare l’evento e quest’anno ha posto l’accento tematico sul cambiamento della società in relazione al risparmio.
Senza ombra di dubbio le Casse di Risparmio hanno rappresentato una significativa innovazione nell’ambito della raccolta del risparmio tra la popolazione e costituiscono tutt’ora un punto di riferimento per la cittadinanza anche in termini di presenza capillare e di prossimità sul territorio unitamente alle banche di credito cooperativo. Del pari, dal lato degli strumenti finanziari, in passato quello per eccellenza era il c.d. libretto di risparmio in cui si riversava quanto accantonato nel salvadanaio.

Nell’attuale momento storico l’interrogativo sull’importanza del risparmio non è meramente retorico o teorico, bensì concreto, esistenziale, di rilevanza quotidiana e assai tangibile.

Possiamo parlare di cultura del risparmio senza parlare della fiducia che rende possibile risparmiare?

Come già accennato, in passato il risparmio costituiva una virtù dettata dalla necessità, anche perché l’evidenza della storia ci mostra come a periodi di pace si alternavano periodi bui di guerre, carestie e così via.

Oggi le abitudini e le voci di spesa del bilancio domestico sono profondamente mutate: da un lato ha preso piede il credito al consumo che agevola gli acquisti nell’immediato, dall’altro lato anche il risparmio si è evoluto rispetto al passato, il flusso di denaro dal salvadanaio verso il libretto di risparmio non esiste praticamente più.

Sentimenti di nostalgia per un mondo che non c’è più a parte, ci si pone la domanda non soltanto sul fatto di coltivare o meno la virtù del risparmio, ma anche su cosa spinga a risparmiare, su quanto destinare a questa voce di bilancio personale e familiare e su chi affidare i propri risparmi all’interno di un sistema finanziario vasto, nel quale gli attori sono privati e allo Stato (fatta eccezione per l’emissione dei propri titoli) sono demandate essenziali funzioni di controllo e vigilanza.

Le crisi finanziarie del passato e quelle attuali globali, gli strumenti finanziari illiquidi o di difficile liquidazione, l’asimmetria informativa tra il risparmiatore e gli intermediari bancari e finanziari, nonché la complessità degli strumenti finanziari – nonostante oggi vi sia la possibilità di informarsi e di accedere a percorsi formativi di educazione finanziaria – inducono la cittadinanza ad essere molto prudente, financo diffidente, in tema di risparmio per così dire evoluto, ovvero in tema di investimenti.

L’educazione finanziaria è uno strumento di tutela ora più che mai necessaria, ma da solo non è sufficiente. La capacità di comprendere i rischi legati alla gestione del bilancio personale e familiare e di valutare le informazioni disponibili rafforza l’autonomia dei cittadini e li rende più consapevoli. Tuttavia, la fiducia nel sistema globale dipende anche dalla qualità delle condotte e della comunicazione di chi opera nel sistema economico-finanziario. Si tratta indubbiamente di una responsabilità condivisa tra i protagonisti – ovvero gli intermediari, le istituzioni e i media – ognuno in relazione al proprio ruolo che è diverso.
Va da sé che ognuno di loro può e deve fare la sua parte. Gli intermediari dovrebbero contribuire nel proporre strumenti finanziari finalizzati al risparmio effettivo a condizioni vantaggiose per la cittadinanza, strumenti semplici e flessibili come lo erano appunto i libretti di risparmio, concedendo un tasso d’interesse dignitoso, costi di gestione equi e garantire un servizio di consulenza il più possibile neutro. Le istituzioni dovrebbero farsi carico di un numero maggiore di iniziative relative all’educazione finanziaria, garantendo che questo tipo di formazione sia accessibile a tutti tramite le istituzioni formative già presenti. In punto politica fiscale, inoltre, la cittadinanza risparmiatrice dovrebbe essere agevolata secondo il dettato programmatico costituzionale, ed evitata una tale imposizione di oneri che rischiano di erodere il capitale rendendo poco attrattivo il risparmio. Infine, i media dovrebbero divulgare le informazioni in modo responsabile, chiaro e trasparente, affinché le scelte della cittadinanza siano meno esposte a equivoci o frutto di mero impulso. È necessario, quindi, che i cittadini acquisiscano sicurezza nelle proprie capacità di risparmio comprendendone il significato e l’importanza.

La fiducia non si impone con una ricorrenza o con un appello, ma si costruisce giorno per giorno e si consolida nel tempo e ciò attraverso esperienze positive concrete e tangibili.

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