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«Con gli occhi di un ragazzo.»

Non tutti i mali vengono per nuocere come quando la malattia costrinse Olmi a fermare temporaneamente la sua attività cinematografica e ne nacque un romanzo.

Questo romanzo nasce dal progetto di un film mai realizzato, la cui sceneggiatura era già stata scritta e rischiava, quindi, di andare perduta, assieme agli sforzi di chi l’aveva immaginata.

L’autore, formidabile regista, partendo dai ricordi personali di un’infanzia e un’adolescenza alla Bovisa, dosa brillantemente gli eventi familiari e le vicissitudini di una Milano in guerra, che si fondono per delineare un’unica storia, uguale e diversa a quella di migliaia di altri preadolescenti italiani e nel mondo.

Il punto di vista è quello di un ragazzo, ancora un po’ bambino, non proprio adolescente, la cui giovinezza piomba improvvisamente nell’oscurità della seconda guerra mondiale, in una Milano martoriata.
All’inizio tutto sembra un gioco, ma ben presto è chiaro che la vita ha presentato un conto assai salato: l’azzeramento della spensieratezza.
Eppure qualcosa rimane, perché la natura è indomabile e nulla riesce a frenare la fantasia, la curiosità e la voglia di innocente evasione di un bambino.

I dubbi e le incertezze di una vita che sta sbocciando, in un’epoca in cui il passaparola era l’unico motore di ricerca e i consigli (o le sbruffonate per lo più inventate) degli amici più grandi erano la sola scuola che contava.
La colonia estiva, la casa della nonna al paese e i rifugi nel periodo di guerra, la colonia come luogo sicuro per sopravvivere alle bombe.
I primi amori, le pulsioni, ma anche gli affetti profondi e quella smania di crescere senza sapere come affrontare la vita.

Ma non solo.
Tra le pagine di questo straordinario romanzo gli spaccati di una vita triste e cruda si tingono di vividi colori, in cui il lettore inconsapevolmente si immerge.
Ne esce vittoriosa la complicità tra disgraziati, ognuno con una propria pena da patire, un peso sul cuore, con l’animo che anziché inaridire al suono delle bombe, trova speranza nella solidarietà reciproca, dove anche un odore lontano nel tempo può tornare ad essere “casa”.

Un testo ineccepibile, una storia che si delinea chiara e inconfondibile nella mente, pagina dopo pagina, nitida in ogni suo impercettibile riflesso. Intensa.
Un inno alla vita, alla resilienza (quella vera), alla forza delle cose elementari ma genuine.
Uno sguardo al passato, già ritrovato nei racconti di un padre o di un nonno.

Con questo romanzo Olmi è riuscito a realizzare un film intramontabile che ogni lettore proietta nella propria mente sfogliando – con trasporto – una pagina dopo l’altra.

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