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Nota a Cass. Civ., Sez. I, 10 luglio 2025, n. 18829.

di Grazia Ferdenzi

Studio Legale Ferdenzi

La Corte di Cassazione, I Sezione Civile, con ordinanza interlocutoria n. 18829/25 del 10.7.2025 ha disposto la trattazione a pubblica udienza del ricorso proposto da Poste Italiane contro la sentenza n. 5049/2023 della Corte d’Appello di Napoli che aveva disposto la condanna di Poste Italiane al pagamento della somma portata da Buoni Postali azionati, oltre interessi e rivalutazione monetaria.

Poste Italiane aveva presentato ricorso per la cassazione della sentenza della Corte d’Appello di Napoli formulando cinque motivi basati su:

1) Violazione e falsa applicazione del D.M. 19.12.2000 e degli artt. 1339, 1175 e 1176 c.c., contestando la sentenza d’appello secondo la quale non vi sarebbe stata in atti la prova dell’avvenuta consegna del Foglio Informativo e dunque vi sarebbe inadempimento di Poste ai propri obblighi informativi;

2) violazione e falsa applicazione degli artt. 3 e 8 D.M. 29.3.2001 contestando la sentenza d’appello secondo la quale vi sarebbe stata una mancata conoscenza dei risparmiatori del termine di scadenza dei Buoni;

3) violazione e falsa applicazione dell’art. 2697 c.c. contestando la sentenza d’appello in quanto sarebbe stato onere dei risparmiatori fornire prova di non avere ricevuto il Foglio Informativo, trattandosi di fatto costitutivo del proprio diritto;

4) violazione e falsa applicazione dell’art. 1227 c.c. contestando la sentenza d’appello che non avrebbe ritenuto configurabile il concorso di colpa dei risparmiatori;

5) violazione e falsa applicazione degli artt. 2935 e 2946 c.c. contestando la sentenza d’appello nella parte in cui non essendosi raggiunta la prova della consegna del Foglio Informativo ha riconosciuto ai risparmiatori il risarcimento del danno subìto.

La Corte di Cassazione ha ritenuto che la questione di diritto – avente ad oggetto le conseguenze se il mancato adempimento da parte di Poste Italiane rispetto all’obbligo sancito dagli artt. 3 e 6 D.M. 19.12.2000 integri oppure no gli estremi della responsabilità di Poste – sia meritevole di essere trattata in pubblica udienza.

In particolare, secondo la Corte di Cassazione, è opportuno trattare pubblicamente la questione, vista l’eterogeneità delle decisioni della giurisprudenza di merito finora pronunciate e l’assenza di precedenti di legittimità, considerata la rilevanza della materia, perché suscettibile di porsi in numerosi giudizi e vista l’elevata diffusione in tutto il territorio nazionale dei Buoni Postali come strumento di investimento a basso rischio.

L’auspicio è che nel risolvere l’annosa questione oggetto di numerosi giudizi in tutto il territorio nazionale, la Suprema Corte arrivi ad una pronuncia che faccia definitiva chiarezza su come la consegna del Foglio Informativo, così come prevista dall’art. 3 D.M. 19.12.2000, sia obbligatoria e non sostituibile con forme di conoscibilità diverse (es. pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, consultazione di siti web di Poste Italiane o di Cassa Depositi e Prestiti ecc.).

La speranza è che la Suprema Corte riconosca il principio, già sancito da numerose pronunce della giurisprudenza di merito, secondo il quale qualsiasi diversa interpretazione rispetto all’obbligo di consegnare ai risparmiatori il Foglio Informativo comporti la negazione della tutela necessaria a favore dei risparmiatori, anche in considerazione della posizione di “fisiologica debolezza conoscitiva” di questi ultimi rispetto a Poste Italiane.

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