E anche l’amore, mai compiutamente provato, sempre compostamente celato, dietro quell’etichetta sociale riferibile a un maggiordomo di dignità e grandezza: due vocaboli non casuali; dal contenuto ricercato, discusso, dibattuto e difeso, al limite (o, forse) oltre il classismo sociale, che è accettato, tollerato e metabolizzato, quale meccanismo necessario, di suddivisione dei ruoli per competenza.