Modalità di liquidazione del saldo di conto corrente a beneficio degli eredi dell’originario intestatario del conto.



3 min read

Nota a ABF, Collegio di Roma, 17 dicembre 2021, n. 25447.

di Donato Giovenzana

 

La controversia verte sulla legittimità della modalità di liquidazione del saldo di un conto corrente a beneficio degli eredi dell’originario intestatario del conto. In particolare, la ricorrente, in qualità di coerede, contesta la liquidazione effettuata dall’intermediario convenuto a mezzo di un assegno unico cointestato a tutti gli eredi e chiede l’annullamento del titolo, nonché l’emissione di tre assegni distinti “pro quota”.

Nel merito, è pacifico che l’intermediario abbia inviato un assegno di euro 2.049,00 intestato agli “eredi di A.C.” e una foto della comunicazione contenente l’assegno è stata prodotta dallo stesso ricorrente. Con riguardo al profilo della validità dell’assegno, la cui valutazione da parte del Collegio potrebbe intendersi sottesa alla richiesta di parte ricorrente di “annullamento” del titolo, appare significativo richiamare il passaggio della sentenza 7 settembre 1968, n. 2900 della Sezione I Civile della Corte di Cassazione, ove si afferma che “l’indicazione come prenditore, su assegno circolare non trasferibile (…), di un nome fittizio o di fantasia non ne determina la nullità e tanto meno l’inesistenza, ma dà luogo ad un’eccezione di carattere personale che può essere dedotta quando sia richiesto il pagamento”. Se ne può ricavare che, anche nel caso di un assegno che riporti un beneficiario identificabile “per relationem”, non si pone un problema di invalidità del titolo, come dimostra del resto il fatto che la legge assegni (r.d. 21 dicembre 1933, n. 1736) discorre di “persona determinata” solo in relazione al pagamento (art. 5).

Quanto alla contestazione mossa dal ricorrente circa la modalità di liquidazione del saldo a mezzo di un assegno cointestato a tutti gli eredi e alla richiesta di emissione di “tre distinti assegni pro quota”, si pone la questione dell’efficacia liberatoria del pagamento effettuato dall’intermediario convenuto in favore di tutti gli eredi del de cuius.

Sul punto, l’intermediario, già in sede di riscontro al reclamo, ha precisato che “l’assegno a rimborso di un rapporto di conto corrente caduto in successione è sempre emesso congiuntamente a favore di tutti gli eredi”, chiarendo che, “esclusivamente su ordine dell’Autorità Giudiziaria, o su richiesta congiunta di tutti gli aventi diritto, [può] essere effettuato il rimborso per quote specificamente indicate”.

In generale, sulla legittimazione del singolo coerede a ottenere il pagamento del debito ereditario, merita di essere citata l’ordinanza della Corte di Cassazione, 20 novembre 2017, n. 27417, che – nel richiamare la sentenza della Sezioni Unite n. 24657/2007 – ha ribadito il diritto del coerede di agire singolarmente per l’adempimento del credito comune e ha escluso la necessità della dimostrazione che l’azione è promossa anche nell’interesse degli altri coeredi. In particolare, la Corte ha rilevato che:

La lettura delle motivazioni della sentenza della Sezioni Unite n. 24657/2007, alla quale pur dichiara di volersi conformare la sentenza impugnata, consente di avvedersi che la Corte riconosce a ciascun coerede di poter agire nei confronti del debitore del de cuius per la riscossione dell’intero credito ovvero della quota proporzionale a quella ereditaria vantata, senza la necessità del coinvolgimento degli altri coeredi, e soprattutto senza che venga in alcun modo precisato che l’iniziativa del coerede sia ammessa solo allorquando avvenga nell’interesse della comunione”.

Nel solco di tale pronuncia, il Collegio di coordinamento, con decisione n. 27252/2018, ha riconosciuto a ciascun coerede la legittimazione ad agire singolarmente per ottenere l’adempimento dell’intero credito ereditario e al debitore che paghi uno dei coeredi la liberazione nei confronti di tutti. Ne consegue che le eventuali controversie che dovessero insorgere tra i coeredi sulla misura delle rispettive quote andranno risolte tra di essi, rimanendovi estraneo il debitore dell’eredità.

Orbene, facendo applicazione di tali principî al caso di specie, il Collegio capitolino ritiene che la condotta dell’intermediario resistente non denoti profili di illegittimità.

In particolare, l’intermediario, pagando il proprio debito attraverso l’emissione di un unico assegno cointestato agli eredi, si è liberato nei confronti di tutti i coeredi, restando nella sfera meramente interna dei rapporti tra questi ultimi le eventuali controversie inerenti alla misura delle rispettive quote.

 

 

Qui la decisione.

Seguici sui social:

 

Assicura il tuo…Risparmio!

dal 21 al 27 marzo 2022

Ricerca avanzata


  • Categorie

  • Autori

  • Seleziona il periodo

Copy link
Powered by Social Snap