Il recesso del conduttore che esercita attività vietata dal regolamento condominiale non importa una responsabilità risarcitoria del Condominio.



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Nota a Cass. civ, Sez. VI, ord. 07.01.2022 n. 299.

di Marzia Luceri

 

 

 

 

 

Avuto riguardo alla domanda di risarcimento danni ex art. 2043 c.c., avanzata dal condomino-locatore, nei confronti del condominio, a seguito del recesso della Cooperativa conduttrice dalla locazione dell’unità immobiliare di proprietà del primo in virtù delle molestie ad essa arrecate da parte dei singoli condomini (ex art. 1585 c.c.), gli Ermellini hanno affermato quanto segue:

“Non può dirsi fondata l’azione proposta dal condomino nei confronti del condominio per le assunte molestie arrecate da quest’ultimo al conduttore della unità immobiliare locata dal primo, ove la gestione condominiale adotti provvedimenti per curare l’osservanza del regolamento di condominio, invitando il condomino locatore al rispetto di un divieto regolamentare di destinazione. Tale condotta non costituisce atto illecito, e non può, quindi, porsi a fondamento di una responsabilità risarcitoria collettiva del condominio” […] “Neppure può attribuirsi alla gestione condominiale la responsabilità risarcitoria per condotte moleste eventualmente addebitabili a singoli condomini”.

Nel caso di specie, come evidenziato dal Condominio, la Cooperativa conduttrice aveva adibito l’immobile locato a “comunità alloggio” di assistenza per anziani e disabili, quale attività incompatibile con il divieto di destinazione contenuto nel regolamento condominiale.

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