Consiglio di Stato: legittima la riforma delle Banche Popolari.



2 min read

Cons. Stato, Sez. VI, 31 maggio 2021.

Redazione

 

La VI Sezione del Consiglio di Stato con sentenza depositata in data odierna ha in parte dichiarato improcedibili, in altra parte rigettato i motivi di ricorso diretti a contestare la legittimità della riforma delle banche popolari recata dal D.L. n. 3/2015 conv. dalla L. n. 33/15 e dalle disposizioni attuative approvate dalla Banca d’Italia.

In particolare, la Sezione, dopo avere ricostruito gli obiettivi di interesse generale perseguiti in via normativa e avere ritenuto ragionevoli e proporzionate le misure previste per il loro conseguimento, ha confermato la legittimità delle disposizioni con cui:

– è stato prescritto un limite di attivo di 8 miliardi di euro, oltre il quale precludere l’utilizzo della forma giuridica della banca popolare e consentire lo svolgimento dell’attività bancaria con la forma della società per azioni, ritenuta dalla Sezione maggiormente coerente al modello di business degli operatori di maggiori dimensioni e funzionale ad assicurare la realizzazione degli obiettivi di rafforzamento patrimoniale degli istituti di credito; in specie, il modello organizzativo della società per azioni è stato reputato idoneo e necessario per assicurare il celere reperimento di capitale sul mercato, anche al fine di prevenire crisi bancarie che, in ragione delle interconnessioni tra gli istituti di credito, specie di grandi dimensioni, operanti in ambito non meramente locale, potrebbero produrre un effetto di contagio all’intero sistema, con riflessi anche in altri settori economici;

– sono stati posti limiti al rimborso delle azioni in caso di recesso del socio, ritenuti ammissibili dal Consiglio di Stato soltanto se proporzionati, non potendo eccedere quanto necessario in ragione della situazione prudenziale della singola banca popolare interessata;

– sono state modificate le maggioranze per assumere le delibere assembleari aventi ad oggetto anche le trasformazioni di banche popolari in società per azioni, trattandosi di misure funzionali a garantire l’obiettivo perseguito dalla riforma, di assicurare il rafforzamento patrimoniale degli istituti di credito, favorendo le relative operazioni di riorganizzazione societaria;

– è stato attribuito alla Banca d’Italia un potere di attuazione della riforma normativa, ritenuto, tuttavia, limitato alla definizione delle condizioni tecniche necessarie per consentire il rispetto dei coefficienti patrimoniali minimi stabiliti dalla normativa prudenziale europea, senza, dunque, alcuna possibilità per la Banca d’Italia di svolgere una valutazione politico-discrezionale sugli interessi in gioco.

 

Qui il comunicato.

Qui la sentenza.

Iscriviti al nostro canale Telegram 👇

Ricerca avanzata


  • Categorie

  • Autori


  • Seleziona il periodo

Copy link
Powered by Social Snap