Apertis verbis: la nullità “antitrust” delle fideiussioni omnibus è parziale.



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Nota a Trib. Torino, 16 aprile 2021, n. 1930.

di Antonio Zurlo

 

Con la recentissima sentenza, il Tribunale di Torino riafferma il carattere evidentemente parziale della nullità “antitrust” delle fideiussioni omnibus.

Invero, dopo aver puntualmente rassegnato l’iter della giurisprudenza, a partire dal noto provvedimento n. 55, del 2 maggio 2005, di Banca d’Italia, nonché dopo aver certificato la pedissequa corrispondenza di alcune clausole del contratto fideiussorio sottoscritto dalle parti con quelle previste nel censurato modello ABI, il giudice torinese evidenzia come il nucleo della fideiussione non possa, di certo, venire meno con l’espunzione delle singole condizioni nulle, essendosi, semmai, in esito a tale procedimento, ridotte le garanzie accessorie prestate a favore dell’Istituto bancario opposto. Ne consegue la sostituzione delle clausole attenzionate con la disciplina codicistica e la conseguente validità dei contratti fideiussori sottoscritti.

Nel caso di specie, la declaratoria di nullità della clausola derogatoria dell’art. 1957 c.c. determina, automaticamente, la “reviviscenza” della medesima disposizione codicistica, che prevede la proposizione delle istanze contro il debitore principale entro sei mesi dalla scadenza dell’obbligazione: circostanza non comprovata dall’opposta, con conseguente estinzione della fideiussione azionata.

 

 

Qui la sentenza.

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