Sulla firma elettronica necessaria per conclusione di un’operazione di covered warrant.



2 min read

Nota a Cass. Civ., Sez. I, 9 aprile 2021, n. 9413.

di Donato Giovenzana

 

La Suprema Corte dopo aver precisato che

  • nel dare seguito all’impulso comunitario il legislatore nazionale con il d.lgs. 10/2002 procedeva a riordinare il quadro delle sottoscrizioni elettroniche e a differenziarne l’efficacia probatoria, secondo una scala di crescente intensità, in rapporto allo strumento tecnico utilizzato. Novellando perciò l’art. 10 d.P.R. 445/2000, con l’art. 6 d.lgs. 10/2002 trovava così previsione a) che il documento informatico privo di sottoscrizione ha l’efficacia probatoria dell’art. 2712 (art. 10, comma 1); b) che il documento informatico sottoscritto con firma elettronica, soddisfa il requisito legale della forma scritta ed esso è sul piano probatorio liberamente valutabile, tenuto conto delle sue caratteristiche oggettive di qualità e sicurezza (art. 10, comma 2); c) che il documento informatico sottoscritto con firma digitale o con un altro tipo di firma elettronica avanzata, se la firma è basata su di un certificato qualificato ed è generata mediante un dispositivo per la creazione di una firma sicura, fa inoltre piena prova, fino a querela di falso, della provenienza delle dichiarazioni da chi l’ha sottoscritto (art. 10, comma 3). In sintesi con la novella del 2002 si è codificata la distinzione tra firma elettronica o firma digitale leggera – vale a dire “l’insieme de dati in forma elettronica, allegati oppure connessi tramite associazione logica ad altri dati elettronici, utilizzati come metodo di autenticazione informatica” (art. 1, comma, lett. cc , d.P.R. 445/2000) – e firma digitale avanzata o pesante – vale a dire “la firma elettronica ottenuta attraverso una procedura informatica che garantisce la connessione univoca al firmatario e la sua univoca identificazione, creata con mezzi sui quali il firmatario può conservare un controllo esclusivo e collegata ai dati ai quali si riferisce in modo da consentire di rilevare se i dati stessi siano stati successivamente modificati” (art. 1, comma 1, lett. dd, d.P.R. 445/2000) – distinzione ignota alla legislazione pregressa che contemplava la sola firma digitale avanzata; e si è rafforzata l’efficacia probatoria del documento informatico sottoscritto con firma digitale avanzata. Successive modificazioni, senza tuttavia alterare questo impianto di base, venivano poi introdotte con l’approvazione del Codice dell’Amministrazione digitale ad opera del d.lgs. 82/2005;

ha statuito che

  • nell’aver ritenuto sufficiente ai fini dell’integrazione contrattuale abilitante la negoziazione in covered warrant la mera firma elettronica apposta dal cliente per mezzo del “point and click” presente nella sua area riservata, la decisione impugnata si è esattamente allineata al quadro di diritto vigente ratione temporis e alla distinzione che esso ha voluto sanzionare nel campo della sottoscrizione dei documenti informatici tra firma elettronica e firma digitale, ritenendo la prima in grado di soddisfare il requisito della forma scritta allorché ne sia prescritta l’adozione ad substantiam.

 

Qui la pronuncia.

Ricerca avanzata


  • Categorie

  • Autori


  • Seleziona il periodo

Copy link
Powered by Social Snap