Responsabilità del notaio per omessa verifica delle visure e commisurazione del danno.



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Nota a Cass. Civ., Sez. III, 17 novembre 2020, n. 26192.

di Antonio Zurlo 

 

 

 

 

Con l’ordinanza in oggetto, la Terza Sezione Civile ha riaffermato per cui il danno che il notaio rogante il contratto di compravendita di un immobile, che abbia omesso di effettuare le dovute visure ipotecarie, sia tenuto a risarcire all’acquirente dell’immobile successivamente sottoposto ad esecuzione immobiliare da parte del creditore ipotecario ed aggiudicato ad un terzo, vada commisurato all’effettivo nocumento sofferto dalla parte; tale pregiudizio potrà anche esser pari al valore dell’immobile, laddove il proprietario del bene, a causa dell’omissione colposa del notaio, abbia perduto l’immobile con l’esproprio o a causa del rilascio del bene[1].

Diversamente, sul presupposto dell’accertata responsabilità del professionista, quest’ultimo potrà essere condannato al risarcimento per equivalente commisurato, quanto al danno emergente, all’entità delle somme che gli acquirenti devono corrispondere per soddisfare i creditori e liberare l’immobile dalle formalità pregiudizievoli, al fine di conservarne la proprietà[2], con la conseguenza che «le spese di purgazione rappresenteranno il danno e, nel contempo, la sua misura».

In conclusione, nell’ipotesi di immobile venduto con il ministero del notaio, che, a causa dell’omessa verifica delle visure, sia successivamente sottoposto ad esecuzione da parte di un creditore che aveva agito sulla base di gravami esistenti sull’immobile e non rilevati dal professionista, il danno che questi è tenuto a risarcire va commisurato all’effettivo nocumento sofferto dall’acquirente; può, quindi, essere liquidato in misura pari al valore dell’immobile perduto a seguito della vendita forzata o del quale il proprietario abbia comunque perduto la disponibilità, ovvero nella spesa necessaria per ottenere l’estinzione del processo esecutivo e la cancellazione dell’ipoteca: in tale senso lato intesa quindi la purgazione dell’immobile, vale a dire la sua sottrazione al rischio di legale evizione nel corso della procedura espropriativa.

 


[1] Cfr. Cass. 18/02/1981, n. 982.

[2] Cfr. Cass. 29/09/2017, n. 22820.

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