LA PRESCRIZIONE NEI RAPPORTI DI CREDITO: quella del debitore per le rimesse ultradecennali e quella del creditore per le annotazioni ultraquinquennali.



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Approfondimento a cura di Roberto Marcelli[1].

 

In base alla sentenza della Cassazione S.U. n. 24418/10 ogni annotazione di interesse illegittimo, pagato in conto con rimesse solutorie, non è più ripetibile decorso il termine prescrizionale dei dieci anni.

Nelle numerose vertenze che interessano la ripetizione dell’indebito, su indicazione dei quesiti posti dai giudici, i consulenti chiamati alla rideterminazione del saldo di conto corrente, in accordo ai principi posti dalla menzionata sentenza della Cassazione S.U. n. 24418/10, determinano le rimesse solutorie, intervenute oltre il decennio a ritroso, imputandole prioritariamente ex art. 1194 c.c., a pagamento degli interessi, frequentemente senza distinzione alcuna fra interessi relativi al fido ed interessi relativi all’extra fido.

Dopo un decennio dalla menzionata sentenza delle Sezioni Unite, perdura una sostanziale incertezza sulle modalità tecniche di accertamento delle rimesse solutorie e di espunzione degli interessi illegittimamente addebitati.

 

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[1] Presidente di AssoCTU. Il presente contributo è stato redatto in data 22 dicembre 2020.

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