Revoca dell’assegno bancario, ex art. 35 Legge Assegni.



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Nota a ABF, Collegio di Torino, 17 settembre 2020, n. 16030.

di Donato Giovenzana

 

Il ricorso verte sulla doglianza di parte ricorrente rispetto ad un assegno bancario risultato impagato per revoca del traente.

Nel ricorso si solleva una questione di legittimità della revoca dell’ordine di pagamento dell’assegno avanzata dal traente prima che sia decorso il termine per la presentazione. Tra le parti è pacifico che:

– è stato emesso un assegno bancario in data 14/03/2019 per l’importo di € 10.000,00;

– l’assegno è stato presentato all’incasso in data 21/03/2019, nel rispetto del termine di cui all’art. 32 L. A.;

– il mancato pagamento è stato giustificato dalla causale n. 21, ossia per revoca del traente.

L’intermediario resistente ha eccepito l’improcedibilità del ricorso sotto un duplice profilo:

1) in quanto volto ad ottenere l’esibizione dell’esposto;

2) poiché volto a chiedere un intervento modificativo della sfera giuridico – patrimoniale dei clienti della Banca e non della Banca.

Il Collegio evidenzia preliminarmente a tale eccezioni che:

1) sotto il primo aspetto la parte ricorrente non pare aver formulato domanda di esibizione dell’esposto-denuncia presentata dal soggetto che ha emesso l’assegno in controversia. Ad ogni buon conto tale esposto è stato prodotto dall’intermediario in allegato alle controdeduzioni;

2) per quanto concerne il secondo profilo si evidenzia come, per controversie analoghe, i Collegi ABF hanno interpretato la domanda come di natura risarcitoria. Tale istanza è stata comunque formulata dalla parte ricorrente.

La banca convenuta (della quale il ricorrente è cliente) osserva, in merito, che la revoca è stata effettuata per iscritto e, precisamente, è contenuta nell’esposto presentato in data 15/03/2019 avanti ai Carabinieri. Orbene, con riguardo alla revoca dell’ordine di pagamento di cui all’art. 35 del R.D. n. 1736/1933 (“Legge Assegni”), tale norma prevede che “L’ordine di non pagare la somma dell’assegno bancario non ha effetto che dopo spirato il termine di presentazione”; “termine” che, ai sensi dell’art. 32 del citato R.D. è di otto giorni se il titolo è pagabile nel comune di emissione, quindici se in un comune diverso.

Ebbene, nel caso di specie, invece, la revoca è avvenuta prima della scadenza del termine. La disposizione, come è noto, persegue esigenze di certezza dei traffici giuridici ed è volta a tutelare anche il prenditore. La banca risulta pertanto responsabile nei confronti di quest’ultimo per il mancato pagamento dell’assegno presentato nei termini di cui all’art. 32. L’Abf precisa, difatti, che la mera presentazione di una denuncia/querela, come nel caso di specie, non assume rilevanza impeditiva all’obbligo di pagare l’assegno. Fondata risulta, dunque, la sola richiesta di parte ricorrente di riconoscergli un risarcimento del danno, che è comunque da liquidarsi in via meramente equitativa. D’altronde è ben noto il contrasto dottrinario sulla interpretazione della norma, ma il Collegio accoglie la soluzione adottata dalla giurisprudenza di legittimità la quale afferma che prima della scadenza del termine di presentazione di cui all’art. 32 legge assegni la banca […] è tenuta a pagarne l’importo nonostante l’ordine di non pagare impartito dall’emittente.

Per la responsabilità della banca trattaria in sede di legittimità si segnalano per tutte le sentenze della Suprema Corte: Cass. sez. I, 3/07/2014, n. 15266 (“L’art. 35 legge assegno, secondo il quale l’ordine di non pagare la somma portata dal titolo non ha effetto che dopo spirato il termine di presentazione, si interpreta nel senso che prima della detta scadenza la banca non deve tener conto della revoca disposta dal cliente, dovendo al contrario provvedere al pagamento se vi sono fondi disponibili, atteso che la disposizione mira ad assicurare un’affidabile circolazione del titolo e a garantire l’esistenza dei fondi dal momento dell’emissione dell’assegno fino alla scadenza del termine di presentazione”) e Cass. n. 10579 del 3/6/2004 (“prima della […] scadenza la banca non deve tener conto della disposta revoca, dovendo al contrario provvedere al pagamento se vi sono fondi disponibili. […] la disposizione appare riconducibile all’esigenza di assicurare un’affidabile circolazione del titolo”).

Secondo il Collegio torinese deve pertanto concludersi che, nel caso di specie, la banca ha violato uno specifico obbligo – seppure di natura extracartolare – da cui è gravata nei confronti del prenditore. D’altronde emerge come la norma in parola assolva la funzione di garantire l’affidabilità dell’assegno come strumento di pagamento disponendo la temporanea irrevocabilità dell’ordine in esso contenuto. Ne discende che la regola da essa dettata, essendo posta a tutela di interessi generali, da una parte non è disponibile, nel senso che non può essere oggetto di deroga pattizia fra cliente traente e banca trattaria; dall’altra, se disattesa, espone la banca che dia corso alla revoca ante tempus dell’ordine impartito dal correntista al rischio di dover risarcire il danno causati dal suo comportamento contra legem.

Che questa sia la soluzione indubbiamente da privilegiare si evince, del resto, dalla stessa disciplina generale dettata in tema di assegno bancario, ed in particolare dalla disposizione dell’art. 35 legge assegni, che considera senza effetto la revoca dell’assegno (rectius l’ordine di non pagare) fino a che non sia spirato il termine di presentazione: una disposizione, questa, che sarebbe invece di fatto vanificata se si desse ingresso alla soluzione, patrocinata nel caso in esame dal resistente, che vorrebbe assegnare rilevanza impeditiva alla mera presentazione di una denuncia di alterazione/contraffazione, la quale integra pur sempre gli estremi, seppure in una obbiettivamente peculiare manifestazione, di un ordine di non pagare il titolo.

Nella specie, il Collegio ritiene pertanto di accogliere parzialmente la doglianza di parte ricorrente, riconoscendo un risarcimento forfetario in via meramente equitativa di euro 1.000,00 (mille euro).

 

 

Qui la decisione.

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