CONSOB – Call for evidence per il regime volontario di pubblicazione della dichiarazione di carattere non finanziario (DNF).



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In data odierna è stata pubblicata una call for evidence per l’acquisizione, da parte degli operatori del mercato, di elementi utili per la valutazione del regime di adesione volontaria al reporting non finanziario.

Come puntualmente evidenziato nel comunicato, nel contesto attuale, è sempre più insistente la richiesta di una maggiore trasparenza nelle informazioni non finanziarie delle aziende europee da parte della comunità degli investitori, in ragione dell’utilizzo sempre più frequente di elementi ESG nell’ambito del proprio processo di selezione degli investimenti e in ragione dell’evoluzione del quadro normativo europeo in materia di finanza sostenibile, tra cui il Regolamento (UE) 2019/2088 sull’informativa sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari (c.d. Regolamento disclosure) e il Regolamento sul sistema di classificazione delle attività economiche sostenibili (c.d. Regolamento tassonomia), i quali richiedono che vengano rese disponibili per i partecipanti al mercato finanziario sempre maggiori e più affidabili informazioni non finanziarie sulle società oggetto di investimento.

L’attuale disciplina, delineata dal D.lgs. n. 254/2016, che ha recepito nel nostro ordinamento la Direttiva 2014/95/UE (disclosure of non financial and diversity information), ha introdotto per gli enti di interesse pubblico (società quotate, banche e assicurazioni) che superino taluni requisiti dimensionali (EIPR) l’obbligo di pubblicare una dichiarazione di carattere non finanziario (DNF) che deve contenere oltre a una descrizione del modello aziendale di gestione e organizzazione dell’impresa, informazioni riguardanti i principali rischi che derivano dall’attività dell’impresa e dai suoi prodotti e servizi nonché le politiche praticate e i risultati conseguiti dalla stessa con riferimento ai temi ambientali, sociali, attinenti al personale, al rispetto dei diritti umani, alla lotta contro la corruzione attiva e passiva.

Il citato decreto prevede che anche soggetti diversi dagli EIPR possano, in via volontaria, pubblicare una dichiarazione di carattere non finanziario (“DNF”).

La previsione di un regime volontario di adesione al reporting non finanziario ha il pregio di non imporre su base generalizzata i costi legati alla predisposizione e pubblicazione dell’informativa, consentendo al contempo, alle aziende interessate, di censire e informare sui propri rischi e sulle proprie caratteristiche di sostenibilità attraverso un report standardizzato e riconosciuto dall’ordinamento nazionale e dal diritto UE. Ciò nonostante, il numero di emittenti che hanno aderito al regime di pubblicazione delle DNF volontarie risulta ancora esiguo.

Mentre è attualmente in corso, a livello europeo, il processo di revisione della Direttiva 2014/95/UE sul reporting non finanziario, la call for evidence, attraverso una serie di domande rivolte agli operatori del mercato, si pone, quindi, l’obiettivo di reperire informazioni circa le ragioni della mancata diffusione del non financial reporting su base volontaria.

In particolare, il questionario si sofferma sull’analisi dei costi e benefici connessi con la pubblicazione della DNF da parte delle società attualmente non soggette a tale obbligo, al fine di acquisire elementi utili per elaborare suggerimenti di modifica della disciplina nazionale in materia.

La consultazione terminerà il 30 novembre 2020.

 

 

Qui il documento.

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