Gestione individuale di portafoglio titoli e vincolatività dell’istruzione dell’investitore.



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Nota a Cass. Civ., Sez. I, 15 maggio 2020, n. 9024.

di Donato Giovenzana

 

La Suprema Corte nel cassare con rinvio la sentenza impugnata –  con confutazione del decisum dei Giudici di merito, laddove avevano ritenuto che l’ordine di non vendere i titoli argentini (colla speranza di una loro risalita) assumesse valore sanante del pregresso – ha stabilito che il Giudice del rinvio debba fare applicazione dei seguenti principi di diritto:

Nel giudizio sulla responsabilità del gestore nell’esecuzione del contratto di gestione individuale di patrimoni mobiliari – scrive infatti la I Sezione civile affermando un principio di diritto – , il gestore è tenuto a un comportamento diligente per tutta la durata del rapporto, sicché, ove si dibatta dell’inadempimento di tale soggetto, è necessario valutare se il mantenimento, nel portafoglio, di titoli precedentemente acquistati, avendo riguardo al mutato scenario del mercato, sia conforme alla linea di investimento indicata dall’investitore e, in termini generali, agli obblighi gravanti sul gestore stesso, rispondendo quest’ultimo, in caso contrario, del danno provocato da tale condotta”.

“Con riferimento al contratto di gestione individuale di patrimoni mobiliari, l’istruzione vincolante impartita dall’investitore al gestore non implica, di per sé, l’approvazione tacita del precedente operato di quest’ultimo“.

 

 

Qui il testo dell’ordinanza.

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