Cosa succede, ex art. 124 Tub (vecchia versione), nel caso di indicazione non corretta del TAEG?



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Collegio di Coordinamento ABF, decisione dell’08.11.2018

di Marco Chironi

 


Fatto

Il ricorrente – titolare di un prestito personale con l’intermediario convenuto, stipulato il 24 febbraio 2010, con un TAN dell’8% e un TAEG dell’8,493% – lamentava l’erronea indicazione del TAEG, in quanto non risultavano inclusi il parametro dei costi per imposta sostitutiva (€ 78,88) e per spese di assicurazione (€ 1.410,75). Difatti, con l’inclusione di queste ulteriori voci il TAEG effettivamente applicato sarebbe stato pari al 10,416%.

Ciò posto il ricorrente, attesa “la nullità della clausola per violazione di norme imperative inderogabili”, richiedeva l’applicazione del tasso sostitutivo ex art. 125-bis, commi 6 e 7, TUB e la restituzione delle somme indebitamente versate.

L’intermediario eccepiva il carattere facoltativo delle suddette polizze assicurative, cosicché da non doverle calcolare all’interno del TAEG. Eccepiva, altresì, l’inapplicabilità nel caso de quo, dell’art. 125 bis TUB, poiché tale disposizione sarebbe entrata in vigore in epoca successiva alla stipula del contratto avvenuta in data 24 febbraio 2010.

Il Collegio di Napoli, ha accertato che il TAEG non fosse stato calcolato correttamente e che nonostante l’applicazione delle polizze assicurative fosse dichiarata formalmente facoltativa – applicando i criteri indicati dal Collegio di Coordinamento nella decisione 10621/2017 – bisognasse ritenere la stessa sostanzialmente obbligatoria, con conseguente inclusione all’interno del TAEG indicato in contratto.

Inoltre, lo stesso Collegio rilevava che bisognasse applicare il vecchio art. 124 Tub, in quanto la disciplina del 125 bis – richiamata da parte ricorrente – risultava introdotta dal D.lgs. 141 del 23 Agosto 2010, in data, cioè, successiva alla stipula del contratto de quo.

Si deve segnalare, che nel precedente art. 124 Tub, non fosse espressamente previsto, quale motivo di nullità, la non corretta indicazione del TAEG[1].

Pertanto, in ragione della particolare rilevanza della questione, il Collegio di Napoli, ha ritenuto di rimettere la Decisione al Collegio di Coordinamento.

MOTIVI DI DIRITTO

Il Collegio di coordinamento, innanzitutto condivide la valutazione del Collegio rimettente in ordine alla circostanza che la polizza assicurativa fosse obbligatoria e che, pertanto, il TAEG indicato in contratto, che non includeva né i costi assicurativi né l’imposta sostitutiva, fosse non corretto.

Inoltre, evidenzia come nella fattispecie sub species iuris debba essere applicato, ratione temporis, il vecchio art. 124 Tub.

Il collegio rileva come già in precedenti pronunce, si fosse pronunciato in favore della nullità derivante dall’applicazione di un TAEG non corretto, con conseguente sostituzione dei tassi con i BOT annuali, ai sensi del co. 5 dell’art. 124 Tub (Decisioni 1430/2016 e 12832/2018).

È pertanto, orientamento consolidato del Collegio di coordinamento ritenere che la ratio di entrambe le discipline sia la stessa, ovvero quella di consentire una corretta formazione del consenso del cliente.

Tale conclusione, non risulta contraria al dispositivo normativo, in quanto il co. 5 dell’art. 124 Tub, richiama le previsioni contenute nel co. 2 dello stesso art., (TAEG, scadenza rate, garanzie, coperture assicurative) ed è con riferimento a queste che equipara l’assenza alla nullità, che non può che discendere dalla non corretta indicazione dei dati.

Rebus sic stantibus, “Il Collegio accerta la nullità della clausola relativa al TAEG e dispone che l’intermediario ridetermini il piano di ammortamento – ai sensi della disciplina vigente all’epoca della stipula del contratto – e restituisca alla parte ricorrente, nei limiti della domanda, l’eccedenza percepita”.

[1] […] 4. Nessuna somma può essere richiesta o addebitata al consumatore se non sulla base di espresse previsioni contrattuali. Le clausole di rinvio agli usi per la determinazione delle condizioni economiche applicate sono nulle e si considerano non apposte. 5. Nei casi di assenza o nullità delle clausole contrattuali, queste ultime sono sostituite di diritto secondo i seguenti criteri: a) il TAEG equivale al tasso nominale minimo dei buoni del tesoro annuali o di altri titoli similari eventualmente indicati dal Ministro del tesoro, emessi nei dodici mesi precedenti la conclusione del contratto; b) la scadenza del credito è a trenta mesi; c) nessuna garanzia o copertura assicurativa viene costituita in favore del finanziatore.

 

Qui la decisione: Collegio di Coordinamento ABF, 08.11.2018

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