Falsità su assegno bancario non trasferibile – rilevanza penale – la decisione delle Sezioni Unite della Suprema Corte



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Cass. Pen. Sezioni Unite del 19.07.2018

di Donato Giovenzana – Legale d’Impresa

 


Le Sezioni Unite penali della Suprema Corte, alle quali era stato rimesso il quesito: “Se la falsità commessa su un assegno bancario munito della clausola di “non trasferibilità” rientra nella fattispecie descritta dall’art. 485 cod. pen. (rubricato “Falsità in scrittura privata” ed oggi depenalizzata, a seguito dell’intervento del D.Lgs. n. 7 del 2016) e non in quella – differente – della “Falsità in testamento olografo, cambiale o titoli di credito” (di cui all’art. 491 cod. pen., come riformulato dal medesimo D.Lgs. n. 7 del 2016)”, hanno precisato – come risulta dall’informazione provvisoria n. 19 del 19 luglio 2018 – .che trattasi di un’ipotesi da riportare nella fattispecie di scrittura privata ex art. 485 c.p., abrogata dal decreto legislativo n. 7/2016, e non in quella dell’art. 491 c.p., riformulata da detto decreto.

 

Qui il testo: informazione_provv_19_2018

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