Avviata Consultazione sul recepimento della direttiva (UE) 2016/97 sulla distribuzione assicurativa (IDD)



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1. Premessa e quadro normativo di riferimento

Il decreto legislativo 21 maggio 2018, n. 68, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 16 giugno 2018, Serie generale n. 138, ha apportato al decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209 (Codice delle Assicurazioni Private, di seguito anche “CAP”) e al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 (Testo Unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria, di seguito anche “TUF”), le modifiche atte a recepire nell’ordinamento italiano la Direttiva (UE) 2016/97 sulla distribuzione assicurativa (“IDD”).
La disciplina della IDD assume rilevo per la CONSOB avuto specifico riguardo alla distribuzione dei “prodotti di investimento assicurativi” (“Insurance based investment products” o anche solo “IBIP”) e, per tale aspetto, presenta altresì profili di convergenza normativa con il Regolamento (UE) n. 1286/2014, relativo ai documenti contenenti le informazioni chiave per i prodotti d’investimento al dettaglio e assicurativi preassemblati (di seguito anche “Regolamento PRIIPs”, il cui adeguamento a livello nazionale è avvenuto con il decreto legislativo n. 224/2016).
La IDD (art. 2, par. 1, n. 17) e il Regolamento PRIIPs (art. 4, par. 1, n. 2) definiscono univocamente “prodotto di investimento assicurativo”: “un prodotto assicurativo che presenta una scadenza o un valore di riscatto e in cui tale scadenza o valore di riscatto è esposto in tutto o in parte, in modo diretto o indiretto, alle fluttuazioni del mercato”.

Da un lato, il Regolamento PRIIPs contiene la disciplina di trasparenza applicabile ai PRIIP – nozione che ricomprende: a) i PRIP, vale a dire i prodotti di investimento al dettaglio preassemblato; e b) i citati IBIP, vale a dire i prodotti di investimento assicurativi – introducendo un documento a consegna obbligatoria, il Key Information Document o KID, contenente le informazioni chiave che devono essere fornite agli investitori al dettaglio in occasione dell’acquisto di prodotti d’investimento al dettaglio e assicurativi preassemblati (PRIIPs), al fine di agevolarne la comprensione e la comparabilità.
Con le modifiche apportate al TUF dal citato decreto legislativo n. 224/2016 la CONSOB è stata individuata quale autorità di riferimento unica per la vigilanza sul KID relativamente a tutti i PRIIPs, ivi inclusi gli IBIP [cfr. art. 4-sexies, comma 2, lett. c), del TUF].

Dall’altro lato, la IDD disciplina i requisiti per la registrazione degli intermediari assicurativi e introduce le regole di condotta da osservarsi nella distribuzione di tutti prodotti assicurativi, sia del ramo “danni” sia del ramo “vita”, nel cui ambito sono inclusi i prodotti assicurativi di puro rischio e gli IBIP.
Al riguardo si precisa che, nella più ampia specie dei prodotti di investimento assicurativi, rientrano anche i “prodotti finanziari emessi da imprese di assicurazione”, categoria a portata esclusivamente nazionale, che l’art. 1, comma 1, lett. w-bis), del TUF, vigente fino alle modifiche di cui al decreto legislativo di recepimento della IDD, identifica con “le polizze e le operazioni di cui ai rami vita III
e V di cui all’articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209, con esclusione delle forme pensionistiche individuali di cui all’articolo 13, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252”. In sostanza, i prodotti finanziari emessi dalle imprese di assicurazione coincidono con le polizze e le operazioni dei rami vita III e V del Codice delle Assicurazioni Private (“CAP”).
La legge n. 262/2005 (“Legge sul Risparmio”) aveva previsto l’assoggettamento delle attività di offerta e distribuzione di tali prodotti alle regole del TUF e alla competenza della CONSOB, introducendo la previsione di cui all’art. 25-bis (ante recepimento MiFID II, attualmente confluita nell’art. 25-ter), e abrogando la lett. f) del comma 1 dell’art. 100 del TUF (che esonerava i “prodotti emessi da imprese di assicurazione” dall’applicazione della disciplina in tema di sollecitazione all’investimento recata dagli artt. 94 ss. dello stesso decreto e dalla pertinente normativa CONSOB di attuazione).

Da tale circostanza era discesa la previsione nel Regolamento adottato dalla CONSOB con delibera n. 11971 del 14 maggio 1999 (di seguito “Regolamento Emittenti”), di una disciplina dell’offerta al pubblico concernente i prodotti finanziari emessi da imprese di assicurazione, attualmente contenuta nella Parte II, Titolo I, Capo IV del Regolamento medesimo.
Pertanto, in base al quadro regolamentare attualmente vigente, la disciplina sull’informativa precontrattuale concernente gli IBIP non è uniforme, in quanto prevede: 

  • per i prodotti di ramo III e V, l’obbligo di pubblicare un prospetto d’offerta redatto secondo gli Schemi del Regolamento Emittenti della CONSOB (Schemi 5, 6 e 7 rispettivamente per unit linked, index linked e prodotti di capitalizzazione, di cui all’Allegato 1B al Regolamento Emittenti). Il Regolamento stabilisce altresì un regime di consegna modulare, in base al quale solo la scheda sintetica e le condizioni di contratto devono essere consegnate agli investitori obbligatoriamente, mentre le altre parti del prospetto devono essere consegnate su richiesta. Il contenuto degli Schemi di prospetto di cui all’Allegato 1B risulta in gran parte funzionale a fornire le informazioni indicate dalla Direttiva Solvency II1, ad eccezione di quanto previsto nelle sezioni attinenti all’informativa sul profilo di rischio dell’investimento finanziario e agli scenari probabilistici dell’investimento di cui alla comunicazione CONSOB n. DIN/DSE/9025454 del 24 marzo 2009, che non sono previsti a livello europeo;
  • per gli altri IBIP, l’obbligo di pubblicare un fascicolo informativo redatto secondo le disposizioni dettate dall’IVASS (Regolamento n. 35/2010).
    Con l’applicazione, dal 1° gennaio 2018, del Regolamento PRIIPs, l’informativa da mettere a disposizione dell’investitore al dettaglio di IBIP si è arricchita di un nuovo documento a consegna obbligatoria: il Documento contenente le informazioni chiave o KID.
    Il decreto legislativo 21 maggio 2018, n. 68, nell’apportare al TUF le modifiche atte a recepire la IDD, ha eliminato la definizione di prodotti finanziari emessi da imprese di assicurazione, di cui all’art. 1, comma 1, lett. w-bis) (ossia i prodotti di ramo III e V), in considerazione del fatto che tale definizione non risultava più attuale, riferendosi a un sottoinsieme di prodotti rientranti nella nuova nozione europea di prodotti di investimento assicurativi o IBIP (insurance based investment products). A tale proposito si rammenta che la definizione di IBIP era stata già inserita nel TUF all’art. 1, comma 1, lett. w-bis.3), in occasione dell’adeguamento al Regolamento PRIIPs operato dal d. lgs. n. 224/2016. Con il recepimento della IDD è stata dunque superata la coesistenza di due definizioni non coincidenti, in linea con l’obiettivo di considerare gli IBIP come una categoria unitaria di prodotti,coerentemente con l’impostazione presente negli atti normativi europei (Regolamento PRIIPs, IDD) e già seguita dal legislatore nazionale in occasione dell’adeguamento del TUF al Regolamento PRIIPs.

Il citato decreto legislativo, nell’ambito del recepimento della IDD, per quanto di specifico rilievo in questa sede, ha modificato l’art. 185 del CAP relativo all’informativa precontrattuale concernente gli IBIP, prevedendo per essi la redazione, oltre che del KID previsto dal Regolamento PRIIPs, anche di un Documento informativo precontrattuale aggiuntivo (“DIP aggiuntivo”). Tale ultimo documento è destinato a contenere le informazioni, diverse da quelle pubblicitarie o promozionali, integrative e complementari rispetto a quelle contenute nel KID, in modo da permettere al cliente di pervenire ad una decisione informata su diritti e obblighi contrattuali e, ove opportuno, sulla situazione patrimoniale dell’impresa. Il Documento informativo precontrattuale aggiuntivo contiene, altresì, il riferimento alla relazione sulla solvibilità e sulla condizione finanziaria dell’impresa di cui all’art. 47-septies del CAP e indica la procedura da seguire in caso di reclamo, l’organismo o l’autorità eventualmente competente e la legge applicabile. Il citato art. 185 prevede che resti comunque salvo “quanto previsto dal testo unico dell’intermediazione finanziaria e dalle relative disposizioni di attuazione in materia di informativa precontrattuale”.

Qui il comunicazione: consultazione_emittenti_20180628_2

 

Fonte: www.consob.it

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